Tra i programmi di approfondimento politico e sociale più seguiti del panorama televisivo italiano, Dritto e Rovescio si è ritagliato negli anni uno spazio ben definito, diventando un punto di riferimento per il dibattito su temi di stretta attualità. In onda su Rete 4, il talk affronta ogni settimana questioni che spaziano dalla politica interna alla cronaca internazionale, mantenendo uno stile diretto e spesso provocatorio.
Alla guida del programma c’è Paolo Del Debbio, volto storico dell’informazione Mediaset, noto per il suo approccio schietto e per la capacità di incalzare ospiti e interlocutori. Il format alterna interviste, collegamenti esterni e confronti accesi in studio, costruendo un racconto televisivo che punta a mettere in evidenza punti di vista anche molto distanti tra loro.

Dritto e rovescio, la rabbia di Paolo Del Debbio
Nel corso delle puntate, Dritto e Rovescio si distingue per la volontà di dare voce sia ai protagonisti delle vicende trattate sia agli esperti chiamati a interpretarle, creando spesso momenti di forte tensione dialettica. È proprio questa combinazione di testimonianze dirette e scontro di opinioni a rendere il programma uno degli appuntamenti più discussi e seguiti del prime time televisivo italiano.

Il caso di Nessy Guerra irrompe nel dibattito televisivo italiano con tutta la sua drammaticità, trasformando una vicenda personale in un tema di portata internazionale. La storia della cittadina italiana condannata in Egitto per adulterio, e ora terrorizzata all’idea di perdere la propria bambina, scuote l’opinione pubblica e accende i riflettori su un sistema giudiziario molto distante da quello europeo.
A riportare l’attenzione sul caso è stato Dritto e Rovescio, talk show di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, che ha deciso di affrontare la vicenda con toni forti e senza filtri, rivolgendosi direttamente alle istituzioni italiane.
Nel corso della trasmissione, Del Debbio ha lanciato un appello diretto al ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiedendo un intervento immediato: “Antonio, ti do del tu perché non sei in trasmissione. Nessy rischia molto, questo è un pazzo, un criminale, la segue. E rischia di fare una brutta fine o di perdere la figlia, che significa rimanere in vita ma perdere ma senza l’amore più grande”. Parole che fotografano un quadro inquietante, fatto di paura e di un pericolo percepito come imminente.

Il racconto si fa ancora più drammatico quando Nessy Guerra, collegata da una località segreta, descrive la sua situazione: “Continuiamo a nasconderci da quest’uomo che vaga a piede libero”. La donna appare visibilmente provata, mentre il conduttore incalza con una domanda destinata a far discutere: “Questa giustizia egiziana così efficiente nei suoi confronti e che vorrebbe mettere lei in carcere, di questo bast***o che è in giro non si occupa?”.
In studio interviene anche Ahmed Elsheshtawy, rappresentante della comunità islamica di Milano, che prova a contestualizzare la normativa: “L’adulterio è inquadrato dall’articolo 274 del codice penale egiziano, che comunque non è solo basato su una questione religiosa”. Ma la replica di Del Debbio è immediata e durissima: “Bella porcata, bella porcata, in totale violazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, firmata anche dall’Egitto”.
Il confronto si allarga rapidamente a una riflessione più ampia sul diritto e sulle differenze culturali. Elsheshtawy precisa: “Questa legge era in vigore in Italia fino al 1970 ed è ancora in vigore in altri Paesi, ok? Tutto il Nord Africa, in Medio Oriente, in Asia, Filippine, Tawian”, aggiungendo poi un elemento cruciale sul caso: “è ambiguo. La signora ha ragione, questo ragazzo non è a posto, è inaffidabile”.
"Diceva la mia mamma che di questo mondo non ci capiva più nulla. E io, mamma, che ora sei in cielo, dico che non ci capisco più nulla neanche io. Mi fa schifo!"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) April 30, 2026
Paolo Del Debbio a #drittoerovescio pic.twitter.com/aGXBf4y0T6
A quel punto il dibattito prende una piega ancora più politica, con l’intervento di Gianluigi Paragone, che sottolinea: “Per la Sharia l’uomo e la donna non sono pari”. Un’affermazione che riaccende il tema dell’integrazione e delle difficoltà nel conciliare sistemi di valori profondamente diversi tra Europa e alcune realtà del mondo islamico.
A chiudere la trasmissione è ancora Del Debbio, con uno sfogo personale che lascia il segno: “Diceva la mia mamma prima di morire: ‘Di questo mondo non ci capisco più nulla’. E io, mamma, che ora sei già su in cielo, dico che non ci capisco più nulla neanche io. E non ho nemmeno più voglia di occuparmene, ti dico la verità più pura. Mi fa schifo!”. Una conclusione amara, che sintetizza il senso di smarrimento di fronte a una vicenda complessa e carica di implicazioni umane, giuridiche e culturali.


