Per anni è stata una delle protagoniste indiscusse dei salotti televisivi di Barbara d’Urso, dove si è fatta notare per il suo carattere deciso e la capacità di accendere i dibattiti. Patrizia Groppelli è stata opinionista fissa in programmi seguitissimi, diventando nota al grande pubblico anche per gli scontri con figure come Maria Monsé, Guendalina Tavassi e Loredana “la Favolosa”. Non sono mancati i confronti accesi su temi leggeri e popolari, come le discusse diete del dottor Lemme, che animavano le dirette della conduttrice partenopea. Ma se quella era l’epoca d’oro della cosiddetta tv dursiana, Groppelli ha saputo trasformarsi e ritagliarsi uno spazio anche nei cambiamenti successivi al palinsesto Mediaset.
Dopo la chiusura dei programmi più iconici di Barbara d’Urso, l’opinionista ha continuato a farsi vedere sul piccolo schermo, partecipando a Pomeriggio 5 sotto la guida di Myrta Merlino e, più di recente, entrando nello studio di Dentro la Notizia, il nuovo programma di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi. Un percorso che dimostra come, nonostante i cambiamenti radicali della televisione generalista, Groppelli sia riuscita a rimanere una presenza costante, trovando nuove collocazioni e adattandosi ai diversi registri narrativi richiesti.
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Patrizia Groppelli rompe il silenzio su Barbara D’Urso
Raccontando il suo passato televisivo, Patrizia Groppelli ha parlato apertamente dell’esperienza con Barbara d’Urso, sottolineandone l’impatto sulla sua crescita professionale: “Per me è stata una grandissima scuola la d’Urso, nel senso che Barbara non è una che ti insegnava un mestiere perché non aveva tempo, lei doveva gestire la trasmissione. Però, se eri uno un po’ sveglio, imparavi molto da lei, guardandola e stando con lei imparavi come gestire, come vivere una trasmissione. Aveva quattro o cinque programmi insieme in diretta, quindi era una grande stacanovista. Ormai sono due anni che Barbara è andata via e quando è arrivata la notizia siamo rimasti tutti scioccati. Soprattutto noi creature dursiane. Tutti noi ci siamo detti “ma adesso dove andiamo a parare?”. Poi ovviamente è dispiaciuto, però forse quell’epoca doveva finire, tutto ha un inizio e una fine e poi si aprono nuove strade”.

Con queste parole, Groppelli ha restituito il senso di smarrimento vissuto da chi aveva fatto parte del mondo televisivo creato da d’Urso, riconoscendo però che quella stagione si era ormai conclusa e che era necessario guardare oltre. Nonostante la nostalgia, il racconto porta con sé la consapevolezza che ogni fase, anche in televisione, ha un ciclo vitale, e che per molti protagonisti era arrivato il momento di reinventarsi.
Ospite di Casa Lollo, Groppelli ha anche parlato del presente e della sua esperienza a fianco di Gianluigi Nuzzi. Parole di grande stima per il conduttore: “C’è molta cronaca che è fatta magistralmente da Nuzzi, lui è preparatissimo su questo tipo di cose. Lui è un grande professionista e per me lui è la cronaca. Nella seconda parte del programma un po’ di cronaca bianca c’è, si è parlato delle campane, della storia delle capre e dei gabbiani. Quindi è un’infarinatura che può piacere. Poi gli ascolti stanno tenendo molto bene. Perché alla gente la cronaca piace molto, cosa che a me non fa impazzire. Quando mi dicono di parlare di cose di cronaca non mi sento tanto nel mio territorio, io sono più di pancia e più ferrata su altri temi. Ci sono psicologhi, criminologi che parlano bene di cronaca, io non mi sento molto credibile sulla cronaca e non credo di essere competente”.


Un’ammissione di onestà che la contraddistingue, perché nonostante la lunga esperienza televisiva, Groppelli non nasconde di sentirsi più a suo agio nei dibattiti leggeri, quelli che hanno segnato la sua carriera, piuttosto che in analisi di cronaca nera o giudiziaria. La sua presenza a Dentro la Notizia, quindi, rappresenta una sfida personale e un’occasione di crescita in un territorio che lei stessa definisce lontano dalle sue corde naturali, ma che al tempo stesso le consente di confrontarsi con un pubblico diverso e di continuare a restare sotto i riflettori.


