Nel salotto televisivo di Storie al bivio, il programma condotto da Monica Setta, è arrivato il racconto amaro di uno dei volti che hanno segnato un’epoca della televisione italiana. Ospite della trasmissione, lo storico volto della tv italiana dei primi anni 2000 ha deciso di tornare su una fase cruciale della sua vita, rivelando di essere stato vittima di una truffa messa in atto da persone che considerava amiche fidate.
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La sua storia è quella di un personaggio che, all’inizio degli anni Duemila, è riuscito a catalizzare su di sé un’attenzione mediatica senza precedenti. Un successo che ha travalicato i confini del programma che lo aveva lanciato, trasformandolo rapidamente in una celebrità trasversale, conosciuta anche da chi non aveva mai seguito il dating show di Maria De Filippi.

Uomini e Donne, il racconto dell’ex tronista: “Mi hanno truffato”
In quel periodo, l’ex tronista racconta di aver vissuto una vera e propria corsa verso l’alto, fatta di guadagni elevatissimi e di una popolarità costante. I compensi arrivavano con facilità e in tempi rapidissimi, tanto da permettergli di accumulare un patrimonio considerevole. Una parte di quei soldi veniva spesa per soddisfare passioni e desideri, un’altra invece reinvestita con l’idea di costruire qualcosa di solido per il futuro.

Solo a questo punto emerge il nome di Costantino Vitagliano, il primo tronista della storia di Uomini e Donne, diventato in breve tempo una star assoluta del piccolo schermo. La sua ascesa fu fulminea, al punto da consentirgli di guadagnare cifre importanti in poche ore e di orientare i suoi investimenti verso appartamenti, ristoranti e locali, spesso affidati a persone di cui si fidava ciecamente.

Ripercorrendo quegli anni, Vitagliano ha spiegato senza filtri: “Nella mia vita ho guadagnato tantissimo, con i primi soldi ho comprato una Bentley e sei case. C’è stato un periodo in cui guadagnavo anche 20mila euro solo per tagliare un nastro in discoteca, e in una sera facevo più presenze. Il palazzo che ospitava gli uffici della Lele Mora Management a Milano era quasi tutto mio. Investivo soprattutto in case, ma anche in locali e ristoranti, affidandoli a persone che credevo amiche”.
Il quadro cambia improvvisamente quando quei rapporti di fiducia iniziano a incrinarsi. È lo stesso Vitagliano a raccontare il momento della svolta negativa: “Anche io sono stato truffato. E ho perso quasi un milione di euro. Mi dicevano che non si guadagnava, che i bilanci si chiudevano senza utili, mentre i miei presunti amici cambiavano auto e giravano in Porsche, quando fino al giorno prima avevano una utilitaria. Altri, che avevano sempre fatto una vita normale, me li ritrovavo in vacanza negli atolli tropicali o nei migliori alberghi del mondo, usando i soldi sottratti a me”.
A complicare ulteriormente la situazione sono arrivate anche le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Lele Mora, all’epoca suo agente, trascinando con sé un intero sistema che fino a quel momento sembrava inattaccabile. Il crollo è stato rapido e doloroso, con conseguenze pesanti anche sul piano economico e fiscale.
Nonostante tutto, Vitagliano ha sottolineato di non aver mai perso il controllo, ricordando il ruolo fondamentale della famiglia e delle sue radici: “Sembrò precipitare tutto. Mi trovai anche con un debito di 10mila euro al mese con il fisco. Ma non ho mai perso la testa. Volevo comprare casa ai miei, ma mia madre non ha mai voluto lasciare la sua. Era una donna semplice. È grazie a quelle radici che non sono impazzito e ho potuto ripartire, anche dopo aver perso tutto”. Un racconto che, tra luci e ombre, restituisce l’immagine di una parabola umana segnata dal successo, dalle cadute e dalla capacità di ricominciare.


