gerry scotti covid malattia

“Una situazione grave…”. Gerry Scotti e quei drammatici momenti, il conduttore in lacrime

Se da un lato la morsa del Covid sembra essere allentata nelle ultime settimane, dall’altro l’Italia fa ancora i conti con una situazione d’emergenza. Il virus non è stato ancora sconfitto e il noto docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Roberto Burioni ha spiegato su Twitter: “Il virus non è più quello del 2020, si trasmette in maniera immensamente più efficace via aerosol e questo è evidente anche all’osservazione empirica”.

E non ha certo dimenticato la grande paura legata al Covid Gerry Scotti. Il famoso e apprezzato conduttore Mediaset è finito in ospedale ad inizio pandemia e ha parlato dell’accaduto a “A Casa mia”, lo show condotto da Roberta Termali su Instagram. Il giudice di “Tu si que vales” ha fatto anche un’importante confessione: “Ho visto in faccia la gravità della situazione, non dico la morte perché esagererei”.

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Ancora oggi l’Italia fatica ad uscire dalla pandemia e le nuove varianti, come la Delta Plus da poco arrivata, rischiano di creare ulteriori contagi, ricoveri, decessi. Lo stesso Burioni aveva affermato che per uscirne: “Possiamo dimenticarci il distanziamento, servono aerazione, filtrazione dell’aria, mascherine al chiuso. E soprattutto vaccini”. Mentre Gerry Scotti ammette commosso: “Non ho avuto un anno facilissimo, la malattia dell’anno l’ho presa brutta. Sono stato in ospedale”.


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Gerry Scotti confessa che il Covid gli ha insegnato a lamentarsi di meno. Anche se una giornata storta capita a tutti: “Poi c’è sempre una ragione che uno torna a casa stufo, ognuno ha le sue”. Una bella chiacchierata quella tra Roberta Termali e Gerry Scotti che, ospite di “A Casa mia” ha parlato anche della sua carriera e del percorso fatto fino ad oggi.

Roberta Termali ha chiesto a Gerry Scotti quanti anni di carriera ha alle spalle e la risposta del conduttore non è tardata ad arrivare: “Io metto l’anno zero quando ho smesso di fare il pubblicitario, era l’82, l’anno prossimo con il 22 siamo a quarant’anni di attività e non è poco per uno che ne ha 65. Ogni tanto mi fermo anche io a guardare indietro e dico ma quanti anni sono passati!”.