L’ultima puntata di Storie Italiane si è aperta con un lungo e approfondito focus sul caso Garlasco. La trasmissione ha dedicato ampio spazio agli sviluppi legati all’informatica forense e alla nuova richiesta di incidente probatorio presentata dalla difesa di Andrea Sempio, oggi indagato nella riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Eleonora Daniele ha impostato subito il racconto sugli ultimi snodi investigativi, introducendo il collegamento con l’inviato Edoardo Lucarelli e dando voce ai protagonisti di una giornata densa di contenuti e dichiarazioni.
A Roma era in corso infatti un nuovo incontro del team difensivo di Sempio, composto dall’avvocato Liborio Cataliotti, dall’avvocata Angela Taccia, dai consulenti tecnici (Armando Palmegiani e Marina Baldi), alla presenza dello stesso indagato, in un momento definito delicato per l’intreccio tra profili giuridici e accertamenti tecnologici. La novità principale riguarda la richiesta di incidente probatorio sui computer di Alberto Stasi e di Chiara Poggi. “Una mossa che arriva dopo che i legali della famiglia Poggi hanno depositato una consulenza sul PC di Stasi”, ha ricordato Eleonora Daniele.
Leggi anche: Garlasco, l’annuncio dei legali di Alberto Stasi: disposti nuovi accertamenti

Garlasco, l’annuncio della legale di Andrea Sempio: “Abbiamo paura di prove che…”
Alla domanda dell’inviato se l’incidente probatorio potrebbe rivelarsi un passo decisivo, Cataliotti ha risposto con cautela: “Beh, lo si saprà a posteriori, potenzialmente può esserlo nella misura in cui riveli quello che può essere stato o che verrà ritenuto essere stato il movente dell’uno o dei più assassini”. Il legale ha poi spiegato che il dibattito mediatico ha moltiplicato le ipotesi e che proprio per questo la difesa ha chiesto accertamenti su entrambi i computer, con l’obiettivo di effettuare una verifica completa e senza preclusioni.

#Taccia: l'opinione pubblica penserà quello che vuole, Andrea è innocente, l'importante è che lo sappiano e lo capiscano nelle sedi opportune.#Garlasco #StorieItaliane pic.twitter.com/dYmIVaVaSK
— Storie di Giustizia (@Icswhatt) January 28, 2026
Nel corso del collegamento, Lucarelli ha ricordato alcune delle voci circolate in passato: “Si è detto che ci fossero dei filmati pornografici, o pedopornografici addirittura, sul computer di Chiara, ipotesi che la consulenza invece presentata dalla famiglia Poggi ha smentito”. Cataliotti ha replicato sospendendo ogni valutazione definitiva: “Il cliente nega precisamente questa possibilità ed è il motivo per cui abbiamo chiesto l’incidente probatorio”.

#Taccia: Andrea non ha visto nessun video intimo, quindi se chiediamo l'incidente probatorio è perché siamo sicuri che non c'è nessun problema per Andrea. #Garlasco #StorieItaliane pic.twitter.com/IlK0c34Mjn
— Storie di Giustizia (@Icswhatt) January 28, 2026
Rispondendo a una domanda di Eleonora Daniele sulla presenza compatta del team difensivo, Cataliotti ha spiegato: “È un momento delicato in cui si intrecciano aspetti tecnici, in questo caso legati anche all’informatica”. In studio, Albina Perri ha chiesto conto del computer di Sempio: “Siete tranquilli che da quel computer non uscirà nulla di particolare sul vostro assistito?”. La risposta è stata netta: “Siamo tranquilli, ne ha parlato anche pubblicamente lui”. Fabio Amendolara ha poi domandato se le richieste saranno circoscritte. Cataliotti ha così precisato: “Sì, noi abbiamo già circoscritto la nostra richiesta a ben specifici momenti o atti relativi ai due computer”.
Nella parte finale, l’inviato ha raccolto anche le parole dell’avvocata Taccia e dello stesso Sempio. Alla domanda sul peso dell’opinione pubblica, Taccia ha dichiarato: “L’opinione pubblica penserà a quello che vuole, c’è la libertà di pensiero. I video sul computer di Chiara? Non ha visto nessun video intimo”. Sempio, a sua volta, ha affermato: “Mai utilizzato il computer da solo, sempre con Marco”. Taccia ha infine concluso: “Noi non abbiamo paura di accertare i fatti, abbiamo paura delle prove che si formano nell’oscurità, come ha detto anche il collega Cataliotti. Ormai siamo in ballo, quindi tutto quello che si deve accertare si accerta. Però in contraddittorio con le garanzie difensive”.


