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“Si sente male!”. Paura a Pomeriggio 5: l’ospite di Barbara D’Urso ha un malore in diretta

Attimi di apprensione durante la diretta di Pomeriggio 5. Barbara D’Urso è tornata a parlare di covid e crisi economica. Tra gli ospiti in collegamento, Andrea, un barista di Rieti che ha deciso di vivere nel suo locale e di fare lo sciopero della fame per protestare contro la chiusura anticipata di bar e ristoranti. Andrea è in sciopero della fame da lunedì mattina. “Come ti alimenti?”, gli chiede Barbara D’Urso. Lui risponde che si nutre solo di sali minerali. Poi, affaticato, si appoggia al mobile. “È molto debole”, spiega l’inviata. “Ogni tanto mi appoggio al mobile – spiega lui – perché non ce la faccio”. In ogni caso, la protesta di Andrea continua.

Andrea Spadoni, titolare del cocktail bar Cuba club a Rieti, ha iniziato una protesta pacifica contro l’ultimo dpcm varato dal governo Conte. Vive da tre giorni nel suo locale, lavora fino alle ore 18 e poi resta all’interno portando avanti anche uno sciopero della fame. “Una manifestazione che non viola nessuna norma – ci tiene a precisare Andrea – finché potrò voglio seguire le regole per dare ancora più valore alla mia protesta, andare contro il dpcm e rimanere aperto dopo le 18 non avrebbe senso”. (Continua a leggere dopo la foto)


Una protesta pacifica ma forte, difficile perché al terzo giorno inizia a sentirsi la mancanza di cibo. Il suo locale si trova a via Roma, una delle strade della movida di Rieti. In questi mesi difficili ha registrato un 50% di perdite, la chiusura alle ore 18 rappresenta la mazzata finale per la sua attività. Il titolare ha lanciato la sua protesta sui social, creando una pagina Facebook dal titolo “Io vivo dentro” e invitando gli imprenditori come lui ad unirsi alla sua lotta. (Continua a leggere dopo la foto)

“Vogliamo rispettare le regole, ma non senza denunciare la mancanza di prospettive che diano luce al Post Covid – ha scritto in un lungo post questa mattina – Noi Imprenditori non vogliamo elemosina. Noi imprenditori non miriamo all’assistenzialismo. Noi imprenditori accettiamo la sfida alla Resilienza, ma pretendiamo di avere accesso immediato a risorse per adattare, trasformare, ridisegnare le nostre attività per affrontare questa improvvisa sciagura che ha rivoluzionato le abitudini di tutti”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Andrea critica fortemente le misure adottate dal governo per aiutare gli imprenditori in difficoltà, definendole un’elemosina una tantum. “Questo cosiddetto ristoro non è sufficiente diventa una sorta di assistenzialismo – spiega Andrea – noi vorremmo una sorta di accesso più facilitato finanziario per poterci adattare in modo più puntale alla situazione attuale, dobbiamo avere delle risorse finanziarie veloci e concrete altrimenti non riusciremo ad andare avanti”.

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