Il delitto di Garlasco è tornato ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica. Le nuove attività investigative, le consulenze tecniche e le continue discussioni tra accusa e difesa stanno alimentando un dibattito che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a dividere opinione pubblica ed esperti. Ogni elemento del fascicolo viene nuovamente analizzato nel tentativo di chiarire ogni dettaglio di una delle vicende giudiziarie più discusse d’Italia.
Mentre gli investigatori proseguono con gli approfondimenti e i riflettori restano puntati anche sulla posizione dell’unico indagato della nuova inchiesta, il passato torna inevitabilmente protagonista. Vecchi verbali, testimonianze e interrogatori vengono riletti alla luce delle nuove ipotesi investigative, nella speranza che proprio nei documenti raccolti all’epoca possano emergere elementi finora rimasti in secondo piano.

Il primo interrogatorio di Alberto Stasi torna sotto la lente
Tra gli atti che stanno attirando particolare interesse c’è il primo lungo interrogatorio reso da Alberto Stasi il giorno successivo all’omicidio del 13 agosto 2007. Dalla rilettura di quel verbale emerge un quadro che, almeno secondo quanto raccontato dall’allora fidanzato della vittima, descriveva una relazione stabile e priva di vere crisi. Anche le dichiarazioni della madre di Chiara Poggi sembravano andare nella stessa direzione: la donna aveva raccontato di aver parlato con la figlia la sera del 12 agosto, trovandola serena. In quella telefonata, Chiara le aveva confidato che avrebbe preso una pizza insieme ad Alberto per poi mangiarla a casa. Sarebbe stata l’ultima conversazione tra madre e figlia.

Nel corso di un colloquio durato circa otto ore con i carabinieri, Stasi ricostruì con estrema precisione le giornate trascorse con Chiara, comprese quelle più personali. Descrivendo il loro rapporto, parlò di una relazione “molto buono”, spiegando che l’unica osservazione che la fidanzata gli aveva rivolto negli ultimi tempi “era che la trascurava un po’”. Un riferimento, spiegò, alle settimane successive al suo rientro da Londra, dove aveva trascorso un periodo tra l’8 luglio e il 4 agosto.

Secondo quanto raccontò agli investigatori, una volta tornato in Italia aveva dedicato gran parte del proprio tempo alla stesura della tesi universitaria e alla preparazione di un colloquio di lavoro. Nonostante ciò, i due avevano continuato a frequentarsi. “Nessun vero litigio, solo piccoli screzi”, spiegò nel verbale, ricostruendo anche le ultime serate trascorse insieme: “Le notti tra il 7 e l’8 e quella tra il dieci e l’11 o dormito da Chiara. Solo la sera dell’11, dopo una passeggiata in corso Cavour, siamo andati da me. Poi l’ho accompagnata a casa”.
Nel verbale trovò spazio anche il racconto della loro intimità, un aspetto che all’epoca gli investigatori ritennero importante per comprendere il contesto della relazione. Fu lo stesso Stasi a dichiarare: “Chiara assumeva pillole anticoncezionali. I nostri rapporti non erano protetti. Dal 5 al 13 agosto abbiamo fatto l’amore solo la notte tra il 10 e l’11, quando ho dormito da lei. La sera del 12 – non siamo stati insieme perché Chiara accusava un’irritazione, mentre dal cinque al nove aveva il ciclo”.
Quelle dichiarazioni contribuirono inizialmente a rafforzare l’idea di una coppia che, pur attraversando le normali incomprensioni di qualsiasi relazione, non stesse vivendo una crisi profonda. L’assenza di litigi importanti rese infatti più difficile, nelle prime fasi dell’inchiesta, individuare un possibile movente legato alla sfera sentimentale. Proprio per questo motivo, gli investigatori continuarono ad approfondire ogni altro possibile scenario.
Nel frattempo il caso Garlasco continua ad arricchirsi di nuovi elementi e testimonianze. Tra gli aspetti tornati recentemente al centro dell’attenzione figura anche il racconto del testimone che sostiene di aver visto “in sella alla bici nera c’era una donna bionda” e che ha dichiarato: “Mi hanno minacciato, non dovevo parlare”. Un’ulteriore vicenda che dimostra come, a distanza di tanti anni, il delitto di Chiara Poggi continui a sollevare interrogativi e a mantenere alta l’attenzione degli investigatori e dell’opinione pubblica.


