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Spari al supermercato, ci sono morti: colpita anche una bambina

  • Storie

È successo nel giro di pochi minuti, in uno di quei posti dove si entra pensando solo alla lista della spesa. Urla, passi di corsa, persone che si buttano dietro le corsie per ripararsi. E fuori, in strada, l’eco di un’angoscia che si allarga: qualcosa di gravissimo era appena esploso tra le pareti di un supermercato.

All’inizio arrivano frammenti, come sempre nei momenti di caos: sirene, messaggi concitati, prime voci su feriti. Poi, con il passare delle ore, il quadro prende forma e diventa insostenibile. Ci sono morti. E tra chi è stato colpito c’è anche una bambina: un dettaglio che da solo basta a gelare il sangue.

La sparatoria è avvenuta a Kiev, nel quartiere Holosiivskyi. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo armato ha aperto il fuoco all’interno del supermercato, prendendo di mira clienti e presenti. Un luogo quotidiano, normale, trasformato all’improvviso in uno scenario di panico.

Le informazioni sono ancora in aggiornamento e la dinamica viene ricostruita minuto per minuto. Ma il bilancio, definito provvisorio, parla già di più vittime e di diversi feriti, alcuni in condizioni gravi.

Intervento delle forze speciali dopo l'attacco armato nel supermercato di Kiev


A diffondere le prime informazioni ufficiali è stato il sindaco della capitale, Vitaliy Klitschko, che ha parlato apertamente di un bilancio drammatico: “più morti*” e *”diversi feriti*”. Notizie che, in una città già segnata da tensioni e allarmi, hanno fatto subito il giro dei social e delle chat.

In queste ore la capitale resta sotto shock. Non solo per ciò che è accaduto, ma per la sensazione che la normalità possa spezzarsi senza preavviso, anche nel luogo più ordinario.

Secondo quanto riferito, dopo i primi colpi l’aggressore si sarebbe barricato all’interno dell’edificio. Da lì sarebbe partita un’operazione definita dalle autorità come speciale, con l’obiettivo di fermarlo e mettere in sicurezza l’area senza aggravare ulteriormente il bilancio.

Nonostante l’intervento, dall’interno sarebbero stati uditi altri spari anche durante le fasi più delicate. Un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi parola quanto la situazione fosse tesa e imprevedibile.

Nel quartiere sono arrivate numerose squadre di polizia, affiancate dalle forze speciali Kord. L’area attorno al supermercato è stata isolata per consentire le operazioni e per evitare che curiosi e residenti si avvicinassero in un momento ancora ad alto rischio.

I feriti sono stati soccorsi e trasferiti negli ospedali di Kiev. E mentre i sanitari lavoravano per stabilizzare i più gravi, in strada restavano le persone scappate all’improvviso: qualcuno senza fiato, qualcuno in lacrime, qualcuno al telefono con familiari e amici per dire “sono viva”.

Le autorità hanno avviato le indagini per chiarire il movente e ricostruire con precisione la dinamica dell’attacco. In casi come questo, ogni dettaglio può fare la differenza: cosa è successo prima, come l’uomo è entrato, se fosse solo, se ci siano state minacce o segnali nelle ore precedenti.

Per ora resta l’immagine di un supermercato svuotato dalla paura e di una città costretta, ancora una volta, a fare i conti con la violenza. E soprattutto resta il pensiero per le vittime e per quella bambina coinvolta, che rende questa storia ancora più dura da accettare.


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