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“Trovata morta”. Orrore sulla modella: la terribile scoperta della donna delle pulizie

  • Storie

Il ritrovamento è avvenuto in circostanze che hanno immediatamente fatto pensare a un caso destinato a scuotere l’opinione pubblica. Quella che inizialmente sembrava una normale giornata di lavoro si è trasformata in un incubo quando una collaboratrice domestica, incaricata di effettuare le pulizie in un appartamento preso in affitto temporaneamente, si è trovata davanti a una scena agghiacciante.

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Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media locali, la donna sarebbe entrata nell’abitazione convinta che ci fosse ancora qualcuno all’interno. Il rumore dell’acqua proveniente dal bagno, infatti, l’aveva indotta a pensare alla presenza di un ospite. Una volta raggiunta la stanza, però, la scoperta l’ha lasciata sotto shock: all’interno del bagno si trovava una valigia semiaperta con un corpo nascosto al suo interno.


Le indagini si concentrano su due uomini già identificati

La collaboratrice ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, che sono intervenute isolando l’intera area e avviando i rilievi scientifici. Durante i primi accertamenti sarebbero stati rinvenuti due passaporti, uno ancora valido e uno scaduto, elementi che hanno consentito agli investigatori di identificare rapidamente la vittima e ricostruire parte dei suoi ultimi spostamenti.

Natalia Villalba Angarita, modella, influencer e graphic designer colombiana di 36 anni, originaria di Cúcuta viveva dal 2009 a Bogotá. Attraverso i suoi profili social raccontava quotidianamente il proprio lavoro nel mondo della moda e del design. Dai dati della piattaforma utilizzata per la prenotazione risulta che la 36enne aveva preso in affitto l’appartamento a partire dal 3 giugno.

La vicenda ha suscitato profonda commozione in tutta la Colombia, tanto da spingere il sindaco della capitale, Carlos Fernando Galán, a intervenire pubblicamente sui social. “Le prime evidenze raccolte fanno pensare a un omicidio. Innanzitutto, desidero esprimere le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia; sono profondamente addolorato per l’accaduto”, ha scritto il primo cittadino sul proprio account X.

Le indagini si stanno ora concentrando su due uomini immortalati dalle telecamere di sicurezza. Entrambi sarebbero già stati identificati dagli inquirenti: uno è un cittadino britannico, considerato al momento la figura su cui si starebbe concentrando maggiormente l’attenzione degli investigatori, mentre l’altro sarebbe statunitense. Tutti e due, secondo quanto emerso, avrebbero già lasciato la Colombia. Fonti vicine all’inchiesta riferiscono che le autorità sarebbero pronte a chiedere all’Interpol l’emissione di un mandato di cattura internazionale nei confronti del cittadino britannico. Nessuno dei due, tuttavia, è stato formalmente incriminato.

Particolarmente toccanti le parole della madre della vittima, che ha ricostruito gli ultimi contatti con la figlia. “Ci siamo sentite mercoledì 17 giugno, poi più nulla”. La donna ha raccontato ai media colombiani: “Ho parlato con lei mercoledì e mi ha detto che voleva andare a Cúcuta per votare (al secondo turno delle elezioni presidenziali colombiane del 2026, che si è tenuto il 21 giugno, ndr). Io le ho detto di rimanere a Bogotá”. Il piano iniziale prevedeva una partenza il 20 giugno e il rientro due giorni dopo, ma la madre le avrebbe suggerito di evitare il viaggio per risparmiare. “Le ho detto di restare dove si trovava, per risparmiare, che sarai andata comunque io a votare. Lei mi ha risposto: ‘Okay, mamma, va bene’. Poi abbiamo chiuso la conversazione”.

Anche un’amica della 36enne avrebbe tentato di incontrarla il giorno successivo. “Ha parlato con Natalia e le ha detto che sarebbe andata lì, ma Natalia le ha detto di no, di passare a mezzogiorno perché prima sarebbe stata impegnata”, ha riferito ancora la madre. L’incontro, però, non si sarebbe mai concretizzato. Da quel momento sarebbe iniziato il silenzio. “Giovedì i miei messaggi hanno smesso di arrivarle”. La famiglia ha quindi tentato in ogni modo di contattarla. “Abbiamo iniziato tutti a scriverle. – ha aggiunto – Io, mio figlio, in tutti i modi . Le abbiamo persino scritto su Instagram e non ha risposto. Dato che mio figlio era a Sogamoso, non c’era nessuno che potesse andare da lei”. E ancora: “Eravamo preoccupati , ma pensavamo che le avessero rubato il telefono, le rubavano i cellulari di continuo”. La tragica conferma sarebbe arrivata soltanto dopo una segnalazione della sorella. “Ma non ci ho creduto finché mio marito non me l’ha confermato”.

Nel frattempo proseguono senza sosta gli accertamenti degli investigatori. Il cellulare di Natalia Villalba Angarita non è stato ancora ritrovato e potrebbe rappresentare un elemento fondamentale per ricostruire le ultime ore di vita della donna. Gli specialisti dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale sono al lavoro per stabilire con precisione la data e l’orario del decesso, individuare l’eventuale presenza di segni di violenza e raccogliere ogni elemento utile a fare piena luce su un caso che continua a presentare numerosi interrogativi.


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