La notizia della scomparsa di Alex Zanardi ha lasciato un vuoto profondo non solo nel mondo dello sport, ma anche tra chi negli anni ha imparato a conoscere la sua straordinaria storia personale. Nelle ore più difficili, accanto a lui, non è mai mancata la sua famiglia, il punto fermo di una vita segnata da sfide durissime e da una forza fuori dal comune.
Fino all’ultimo istante, al suo fianco, c’era la moglie Daniela Manni, presenza costante sin dai primi anni della sua carriera. Era con lui dopo il terribile incidente del 2001 in Germania e lo è stata anche dopo il drammatico schianto in handbike avvenuto sulle strade della Toscana nel 2020. Accanto a lei, il figlio Niccolò Zanardi, oggi 28enne, che ha condiviso ogni momento del lungo percorso affrontato dal padre.
Addio ad Alex Zanardi, cosa si sa sulla sua morte

Alex Zanardi, chi è la moglie Daniela
La loro storia d’amore affonda le radici alla fine degli anni ’80, quando Daniela lavorava come team manager nella squadra di Formula 3 in cui correva Alex. Un legame nato tra i circuiti e consolidato nel tempo, fino al matrimonio nel 1996 e alla nascita, due anni dopo, del loro unico figlio. Poi, il 15 settembre 2001, la tragedia: durante una gara al Lausitzring, Zanardi rimase vittima di un incidente devastante che portò all’amputazione di entrambe le gambe. Fu proprio Daniela a raccontargli la verità al risveglio, accompagnandolo nel momento più difficile e aiutandolo a trovare la forza per ricominciare.

Anni dopo, lo stesso Zanardi ricordò quel momento con parole cariche di emozione: “la voce di mia moglie Daniela arrivare celestiale come dall’altro mondo. Le ho detto: ‘Non ti preoccupare, ne veniamo fuori”. Da quel giorno iniziò una seconda vita, fatta di nuove sfide e traguardi straordinari. Tornò a guidare auto da corsa e intraprese con successo la carriera in handbike, conquistando quattro medaglie d’oro paralimpiche e diventando un simbolo di resilienza in tutto il mondo.
Daniela non fu solo moglie, ma anche manager e sostegno instancabile in ogni progetto. Era presente anche il 19 giugno 2020, quando Alex fu coinvolto in un nuovo, gravissimo incidente durante una manifestazione benefica sulle strade senesi. Fu tra le prime persone a soccorrerlo, dimostrando ancora una volta quanto fosse forte il loro legame, costruito sulla fiducia e sulla condivisione di ogni difficoltà.



Nel racconto di questa famiglia emerge anche la voce di Niccolò, cresciuto accanto a un padre diventato esempio per milioni di persone. In passato aveva scritto: “Mio padre, Alex Zanardi, tutti dicono che sia un esempio di vita come lo sport. Non pensateci, è un esempio di vita come padre”. Un legame profondo, nato quando era ancora bambino e capace di trasformarsi nel tempo in una collaborazione concreta nei progetti portati avanti insieme.
Oggi Niccolò continua a muovere i suoi passi nel mondo dei motori, senza inseguire necessariamente una carriera agonistica, ma contribuendo alle iniziative e agli obiettivi che il padre aveva avviato. Tra questi, anche il progetto Obiettivo 3, pensato per avvicinare le persone con disabilità allo sport e offrire nuove opportunità a chi vuole rimettersi in gioco.
L’eredità di Alex Zanardi non si esaurisce con la sua scomparsa. Vive nel lavoro quotidiano della sua famiglia, nelle parole di chi lo ha conosciuto e nei valori che ha trasmesso. Un percorso che continua, passo dopo passo, nel segno di quella determinazione silenziosa che lo ha reso un simbolo universale di coraggio e rinascita.


