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“Se le sono promesse”. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, tensione alle stelle sul campo di allenamento

  • Sport

A Flushing Meadows la vigilia dell’US Open ha regalato un’immagine che ha fatto il giro dei social e acceso le discussioni tra gli appassionati di tennis. Sul cemento newyorkese, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si sono ritrovati in campo nello stesso momento, a pochi metri di distanza, senza però scambiarsi uno sguardo o un cenno di saluto. L’altoatesino ha completato la sua rifinitura sul campo P1 con Karen Khachanov, mentre lo spagnolo palleggiava sul vicino P2 con il suo sparring partner. Li separava soltanto una recinzione, eppure il silenzio tra i due ha colpito più delle bordate di racchetta.

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L’episodio non è passato inosservato, perché i due sono considerati i simboli della nuova era del tennis mondiale. Rivali dichiarati, destinati a contendersi i trofei più prestigiosi per un decennio almeno, ma anche giovani che hanno spesso mostrato rispetto reciproco in passato. Per questo la scena ha sorpreso: nessun contatto, nessun sorriso, solo la concentrazione di chi sa che ogni dettaglio, persino un riscaldamento, diventa parte della narrazione di una rivalità.


Jannik Sinner, sale la tensione all’US Open

C’è chi sui social ha commentato ironicamente: “Tensione alle stelle, se le sono promesse”. Qualcun altro ha aggiunto: “Sinner e Alcaraz, ma non erano amici?”. Il calendario del torneo li terrà per il momento su percorsi separati. Carlos Alcaraz aprirà le danze lunedì contro l’americano Reilly Opelka, in un match che promette scintille per l’impatto fisico e la differenza di stili. Jannik Sinner invece scenderà in campo martedì contro il ceco Vit Kopriva, un avversario meno blasonato ma da non sottovalutare per l’importanza dell’esordio. Entrambi sanno che la pressione è enorme: per lo spagnolo, già numero uno del ranking, confermare il suo status di leader; per l’azzurro, trasformare in risultati concreti i progressi evidenti degli ultimi mesi.

Il destino potrebbe rimetterli faccia a faccia più avanti nel tabellone, e intanto i tifosi si nutrono di ogni indizio. Lo scambio mancato di un saluto viene letto come una metafora della loro corsa parallela: vicini, quasi sovrapposti, eppure divisi da una sottile barriera che solo i grandi appuntamenti possono abbattere.

L’US Open, che andrà in scena fino al 7 settembre con la copertura di Sky Sport e Now, si apre dunque con un’immagine simbolica: due giovani campioni che si allenano fianco a fianco senza mai toccarsi, pronti a trasformare quella distanza in tensione agonistica e, chissà, in un nuovo capitolo della loro rivalità già entrata nella storia recente del tennis.


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