È uno degli attori più amati del cinema e della tv in Italia, Lino Banfi con la sua simpatia travolgente ha sempre strappato un sorriso. Ultimamente, l’interprete pugliese sta avendo qualche preoccupazione per la salute della moglie Lucia, nulla di grave, ha fatto sapere, ma comunque è la donna con cui sta da una vita e quindi è normale avere dei sani sentimenti di preoccupazione. Inoltre, sembra che Un medico in famiglia stia per chiudere i battenti. Ma lui certo non perde il suo smalto. In una intervista rilasciata a Il Messaggero ha raccontato alcune cose del suo passato che hanno destato curiosità, hanno fatto ridere e ce lo hanno fatto amare ancora di più. Tra questi il racconto di quando da piccolo lo ‘drogavano’, oppure di un bruttissimo incidente di cui rimase vittima, ma che gli cambiò la vita e quella volta che pensò al suicidio. “Mio padre e suo fratello coltivavano porri e cipolle. In mezzo al campo erano cresciuti migliaia di papaveri – esordisce Lino Banfi, narrando un episodio surreale e tragicomico di quando era piccolo –. Le donne mettevano i semi in un pezzo di stoffa da far succhiare ai bambini irrequieti. Era oppio. Eravamo tutti rincoglioniti e da drogheti, dormivamo sempre”. (continua dopo la foto)

Poi il tempo passa e Lino diventa un giovane uomo. Si trasferisce al nord, tirando a campare con svariati lavori, finché non ebbe un grave incidente. Una sera Banfi uscì con gruppo di giovani milanesi, che sentitolo parlare in pugliese, per la simpatia, lo vollero scarrozzare al Casinò di Mentone: “Nei pressi di Arma di Taggia – mi ricordo solo il muro che si avvicinava. Lo prendemmo in pieno. Morirono due persone, io venni sbalzato fuori dal finestrino e finii a quattro metri di distanza. Mi salvai per miracolo”. A quel punto avvenne però una cosa strana che cambierà la sua vita, per sempre. “I ciuffi dei capelli rimanevano nel pettine, a centinaia. E il peso aumentava a dismisura – racconta l’attore -. In ospedale mi dissero che forse l’incidente aveva scatenato uno strano processo. Mi trasformai, presi 12 chili in due mesi e quando mi venne a trovare mio fratello quasi non mi riconobbe. Fu una sofferenza e uno stupore”. (continua dopo le foto)


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Da quel momento, per la paura, per la consapevolezza acquisita che la vita è un soffio, nacque il Lino che tutti conosciamo. Certo insieme a nuovi obiettivi era anche cambiato fisicamente: stempiato e con qualche chiletto in più. A quel punto trasferì a Roma e lì prese i ‘treni giusti’. Il resto lo conosciamo tutti: 106 film in 81 anni, tanta tv e spettacolo. Infine, la confessione di quel giorno, da ragazzo, in cui accarezzò l’idea del suicidio: “A Canosa andavo sul palco nelle pause della compagnia di varietà, per un breve istante, dopo un’esibizione modesta, accarezzai l’idea del suicidio con le corde di scena del retropalco. Fu l’unica volta”.
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