La giornata politica e militare legata al conflitto in Ucraina si è rivelata densa di sviluppi. A Londra, i leader della cosiddetta coalizione dei volenterosi si sono ritrovati per discutere nuovi aiuti militari a Kiev e per rafforzare la pressione economica su Mosca. Dall’Italia arrivano conferme sul lavoro per il dodicesimo pacchetto di assistenza, che includerà nuovi sistemi di difesa Samp/T. Nel frattempo, la Francia di Emmanuel Macron si prepara a inviare altri Mirage 2000 e missili Aster, mentre l’Ungheria di Viktor Orban ammette apertamente di cercare un modo per aggirare le sanzioni statunitensi sul petrolio russo.
A margine del vertice, Volodymyr Zelensky è stato ricevuto da re Carlo III a Windsor prima di prendere parte alle riunioni londinesi. Durante il suo intervento ha ribadito che “qualsiasi scambio territoriale non deve premiare l’aggressore” e ha aggiunto che “solo una soluzione forte ed equa può davvero porre fine alla guerra”. Nel suo appello agli alleati ha invitato tutti a non accettare compromessi che favoriscano future invasioni, ricevendo un lungo applauso.
Il premier britannico Keir Starmer ha insistito sul concetto di fermezza nei confronti del Cremlino. “È il momento della massima pressione, perché solo così si può costringere Putin a fermare le uccisioni”, ha dichiarato, sottolineando che la pace dovrà nascere “da una posizione di forza, non di resa”. Lo stesso Starmer ha poi definito “ridicole” le richieste di Mosca sui territori occupati e ha lodato gli Stati Uniti per le misure contro le compagnie petrolifere russe, considerate “una misura di fermezza che ridà credibilità alla coalizione”.

Durante il bilaterale con Zelensky, Starmer ha chiesto di “rafforzare le capacità a lungo raggio”, annunciando nuove forniture di Storm Shadow. Ha anche affermato che “l’unica persona che non vuole la pace è Putin”.
Dal canto suo, Macron, collegato da Parigi, ha confermato l’invio di nuovi Mirage e missili Aster, ricordando che “il nostro sostegno resta totale finché la libertà dell’Ucraina sarà minacciata”. Parigi intende inoltre proseguire con i programmi di addestramento dei piloti ucraini, dopo aver già fornito tre dei sei caccia promessi.
L’Unione Europea, rappresentata da Antonio Costa, ha ribadito l’impegno a coprire le esigenze finanziarie di Kiev per i prossimi due anni e ha annunciato l’adozione del 19° pacchetto di sanzioni. Bruxelles punta a chiudere le falle che permettono a Mosca di esportare ancora petrolio, lavorando con Washington e Londra a un nuovo meccanismo di controllo congiunto. Costa ha aggiunto che “insieme ai nostri partner stiamo intensificando il sostegno a Kiev, non solo con aiuti finanziari ma anche con supporto tecnologico e difensivo”.
Il segretario generale Mark Rutte ha parlato al termine del vertice, spiegando che “centinaia di migliaia di russi stanno morendo per la folle aggressione di Putin” e che il leader del Cremlino “sta perdendo soldi, truppe e idee”. Per Rutte, ora è il momento di “aumentare la pressione” su Mosca.
Sul fronte interno, l’Italia continua a definire i dettagli del nuovo pacchetto di aiuti militari. Tra le forniture previste figurano nuovi missili Samp/T e munizioni. Le fonti confermano che “i dettagli restano coperti dal segreto di Stato”, ma sottolineano che le decisioni del governo “dimostrano il continuo sostegno a Kiev nonostante la pressione sui conti pubblici”.

Intanto, la scena internazionale rimane tesa. In Germania, la marina ha segnalato la presenza della nave da sbarco russa Aleksandr Shabalin al largo dell’isola di Fehmarn. “Osserviamo la nave con grande attenzione”, ha dichiarato un portavoce della polizia tedesca, aggiungendo che la posizione dell’imbarcazione resta fuori dalle acque territoriali.
Sul fronte diplomatico, è atteso a Miami un incontro tra Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo, e l’inviato americano Steve Witkoff, in quello che potrebbe essere il primo contatto diretto di alto livello dopo l’introduzione delle nuove sanzioni contro Rosneft e Lukoil.
In parallelo, Mosca ha intensificato le attività militari. Due bombardieri Tu-95MS hanno sorvolato il Mar del Giappone in quello che il ministero della Difesa russo ha definito “un volo di routine”, mentre Tokyo ha inviato caccia per monitorare l’operazione.
Sul fronte europeo, la Croazia ha deciso di reintrodurre la leva militare a partire dal 2026, chiamando circa 18mila giovani a due mesi di addestramento. Una scelta che ha riacceso il dibattito interno sui diritti individuali e sull’uguaglianza di genere.

In un contesto di tensioni sempre più diffuse, Viktor Orban ha dichiarato che il suo governo è al lavoro con la compagnia Mol per “aggirare” le sanzioni statunitensi sul petrolio russo, sostenendo che “chi vuole bollette più basse deve difendere il diritto dell’Ungheria di comprare petrolio e gas dalla Russia”.
La giornata si è chiusa con un monito di Zelensky: Putin, ha detto, “vuole spingere l’Ucraina verso il disastro umanitario”. Ha ringraziato Londra per il sostegno e invitato gli alleati a non abbassare la guardia, ricordando che “ogni ritardo costa vite umane”.


