Nel paese se ne parla a mezza voce da mesi: una villetta, una famiglia conosciuta, e due morti arrivate troppo in fretta per essere “solo” una tragedia. A Pietracatella, nel Campobasso, il silenzio ha iniziato a pesare quanto le domande. E adesso, dagli accertamenti medico-legali, starebbe per arrivare una risposta che fa rabbrividire.
Le indagini sul caso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita vanno avanti con cautela, passo dopo passo. Perché quando muoiono madre e figlia nello stesso contesto, niente può essere lasciato al caso: ogni dettaglio diventa una pista, ogni ora ricostruita un tassello che può cambiare tutto.
Il punto di svolta: cosa avrebbe rivelato l’autopsia
Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, le autopsie eseguite sui corpi delle due donne avrebbero individuato una causa precisa: avvelenamento da ricina. Un’ipotesi che, se confermata negli atti ufficiali, trasformerebbe definitivamente il quadro: non più un malore improvviso o una fatalità, ma una morte legata a una sostanza letale e rarissima.
Le conclusioni, sempre secondo le informazioni filtrate, sarebbero già state comunicate in via informale alla Procura di Larino, che coordina l’inchiesta da mesi. Una comunicazione non ufficiale, ma sufficiente a far capire agli investigatori che l’attenzione deve restare altissima.
Perché manca ancora un passaggio decisivo
Nonostante l’indicazione sia pesantissima, la relazione definitiva non sarebbe stata ancora depositata. Il documento deve essere completato, firmato e sottoscritto da tutti i componenti del collegio: solo allora potrà diventare un elemento formale dell’indagine, consultabile e utilizzabile nel procedimento.
A coordinare il collegio medico-legale, viene riferito, sarebbe la dottoressa De Luca. Sarà la perizia finale, messa nero su bianco, a dare alla Procura un quadro completo degli esami e a permettere di valutare le prossime mosse.
Un paese che aspetta risposte, e un’inchiesta che non può fermarsi
Intanto il caso continua a essere seguito con attenzione dagli investigatori, chiamati a ricostruire con precisione le circostanze che hanno portato alla morte di madre e figlia. Ogni oggetto, ogni abitudine domestica, ogni possibile contatto delle ultime settimane può diventare determinante per capire cosa sia accaduto davvero.
La perizia attesa nei prossimi giorni potrebbe essere il tassello che mancava: non soltanto per chiarire la causa del decesso, ma per orientare la lettura dell’intera vicenda. Perché se l’ipotesi dell’avvelenamento venisse confermata ufficialmente, allora la domanda diventerebbe una sola. E sarebbe la più dolorosa di tutte.


