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Addio al genio italiano, l’annuncio che lascia senza parole

giuseppe crippa

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio si è spento Renato Frigerio, una delle figure più rispettate dell’industria tecnologica italiana. Aveva 90 anni e la sua lunga carriera ha lasciato un’impronta profonda nel settore dei microcomponenti elettronici. Le aziende da lui fondate e guidate, oggi presenti in diversi continenti, hanno osservato un giorno di silenzio per rendergli omaggio, sottolineando quanto sia stato fondamentale il suo contributo nel panorama industriale nazionale e internazionale.

La storia di Frigerio è l’esempio di come passione e ingegno possano trasformare le sfide in opportunità. Nato in una piccola località in provincia di Como, iniziò a lavorare in grandi aziende manifatturiere, ma fu l’esperienza all’estero, in particolare negli Stati Uniti, a segnare la svolta della sua carriera. Lì, negli anni ’70, venne incaricato di studiare le prime applicazioni dei semiconduttori, acquisendo competenze che avrebbe poi trasferito in Italia, contribuendo all’avvio di una nuova era tecnologica nel Paese.

Renato Frigerio: una carriera all’insegna dell’innovazione

La scomparsa di Renato Frigerio, fondatore e presidente emerito di Microprobe, segna la fine di una delle storie imprenditoriali più significative degli ultimi decenni. Grazie alla sua guida, l’azienda è diventata un punto di riferimento nella produzione di sistemi per la verifica dei circuiti integrati, conquistando una posizione di rilievo tra le realtà più avanzate del settore.


Un progetto nato in famiglia

Nel 1992, poco prima di andare in pensione, Frigerio decise di iniziare una nuova avventura imprenditoriale, coinvolgendo la moglie e il figlio Alberto. All’interno del garage di casa, iniziarono a produrre le prime “probe card”, strumenti fondamentali per il collaudo dei microchip. Inizialmente si trattava di una piccola attività familiare, ma la dedizione e la precisione portarono ben presto alla nascita di Microprobe, che avrebbe in breve tempo conquistato il mercato grazie alla qualità dei suoi prodotti e alla capacità di innovare.

Il successo non tardò ad arrivare: la rapida crescita dell’azienda, sostenuta dalla continua ricerca tecnologica, portò Microprobe a espandersi ben oltre i confini italiani. L’approccio pionieristico e la visione lungimirante di Frigerio ne fecero un esempio di eccellenza imprenditoriale, capace di anticipare le esigenze di una filiera in continua evoluzione.

Dalla Lombardia ai mercati internazionali

Da una piccola impresa familiare, Microprobe è diventata un colosso con oltre 2.500 dipendenti e 20 filiali sparse in dieci paesi. L’azienda ha ottenuto centinaia di brevetti e annovera tra i propri clienti le principali multinazionali del settore tecnologico. Nel 2024, secondo le stime di Forbes, il patrimonio della famiglia Frigerio ha raggiunto i 2,9 miliardi di euro, un traguardo che testimonia la portata dell’impatto generato nel tempo.

Imprenditore attento al sociale

Non solo numeri e successi economici: Renato Frigerio si è sempre distinto per il suo impegno sociale. Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, Microprobe mise a disposizione i propri spazi per la campagna vaccinale, permettendo la somministrazione di oltre 150.000 dosi. Inoltre, Frigerio e la moglie hanno fondato un’associazione benefica a sostegno di progetti educativi e sanitari, con una particolare attenzione al territorio lombardo.

La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione in tutta Italia. Il ministro dell’Industria ha voluto ricordarlo come “un innovatore e un uomo di grandi valori”, sottolineando l’importanza del suo esempio per le generazioni future. L’eredità di Renato Frigerio continuerà a vivere attraverso la sua azienda e le numerose iniziative sociali da lui promosse.


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