Su Atreju è calato il sipario ieri, domenica 14 dicembre, al termine di una tre giorni politica che ha riportato al centro del dibattito il ruolo del governo e la tenuta delle opposizioni. A chiudere i lavori è stato l’intervento conclusivo di Giorgia Meloni, un discorso dai toni duri e diretti, nel quale il presidente del Consiglio ha colpito senza esitazioni gli avversari politici. Parole che hanno immediatamente acceso le reazioni a sinistra e sulle pagine di Repubblica, confermando come la leader di Fratelli d’Italia, nel contesto della kermesse del suo partito, abbia scelto con precisione bersagli e messaggi.
Nel suo intervento finale, Meloni è stata dura con le opposizioni, puntando il dito contro divisioni e ambiguità che, a suo dire, renderebbero il fronte avversario poco credibile come alternativa di governo. Un affondo che ha trovato terreno fertile anche grazie all’assenza di alcuni protagonisti attesi e che ha rafforzato l’immagine di una premier padrona di casa, consapevole del contesto e delle dinamiche politiche che ruotano attorno a Atreju. E a intervenire sulla kermesse è stato anche Enrico Mentana.
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Enrico Mentana, le parole su Elly Schlein fanno discutere
Tra i temi che hanno accompagnato la chiusura della manifestazione c’è stato inevitabilmente quello del mancato confronto con Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico aveva infatti risposto all’invito ponendo come condizione un faccia a faccia diretto con Giorgia Meloni. La premier, dal canto suo, aveva rilanciato proponendo di estendere il dibattito anche a Giuseppe Conte, sottolineando come non fosse chiaro, allo stato attuale, chi fosse il vero leader della coalizione di centrosinistra. Il risultato finale è stato l’assenza della Schlein da Atreju, una scelta che per molti osservatori si è tradotta in una figuraccia politica.

Tra i presenti alla kermesse c’era invece Enrico Mentana, direttore del TgLa7, che a margine dei lavori è stato chiamato a commentare proprio la mancata partecipazione della segretaria dem. Il giornalista ha scelto parole misurate, ma non prive di peso. “Non è obbligatorio venire. Chi voleva venire è venuto – ha premesso Mitraglietta -. Elly Schlein ha detto che sarebbe venuta solo se si confrontava con Giorgia Meloni, Meloni ha risposto che voleva anche Conte perché non sa chi fosse il leader dell’opposizione. Conte ha detto che ci stava. Schlein ha ritenuto questa risposta di Meloni non giusta e non è venuta. Ma non cambia nulla. Non è da questo che si giudica la forza o la debolezza di questa rassegna”, ha concluso Mentana.

Atreju 2025, Mentana: Assenza Schlein? “Non è un obbligo venire qui” pic.twitter.com/knGHdxdYDJ
— Agenzia VISTA (@AgenziaVISTA) December 15, 2025
Parole paludate solo in apparenza, perché il messaggio lanciato dal direttore del TgLa7 è apparso chiaro e difficilmente equivocabile, stando a Liberoquotidiano. La forza o la debolezza di Atreju, ha sottolineato Mentana, non si misura sulla presenza o sull’assenza di Elly Schlein. Un giudizio che, nel contesto della chiusura della manifestazione e dell’intervento infuocato di Giorgia Meloni, è risuonato come una chiosa definitiva su una kermesse che ha voluto ribadire centralità e compattezza, lasciando alle opposizioni il peso delle proprie scelte.


