nuovo decreto covid no vax green pass

Green pass e tamponi, il governo decide. Durata, divieti ai non vaccinati, richiami: cosa cambia

Si torna a parlare di Covid dopo un periodo di apparente calma. L’impennata di contagi fa preoccupare il governo che molto prontamente interviene sulla questione con un nuovo decreto del Ministro Speranza e di tutto l’esecutivo. In soldoni si parla di ridurre la validità del green pass a 9 mesi. Ma non solo, di inasprire le regole per chi decide di non vaccinarsi: si tratterebbe di veri e propri divieti legati alla vita sociale per proteggere chi è immunizzato. Quello che più spaventa è il periodo natalizio, momento di cene, abbracci e viaggi.

Proprio per contrastare nuovi contagi il governo sta pensando di eliminare il tampone rapido come strumento per richiede il greenpass (troppo poco approssimativo) e di ridurre la validità portandola a 48 ore del test molecolare. Al limite accettare l’antigenico ma con validità max 24 ore. Il decreto introdurrà anche l’obbligo di richiamo per il personale sanitario e i lavoratori che entrano nelle Rsa. Riguardo i no-vax la linea del governo è dura: bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti i luoghi al chiuso potrebbero essere inaccessibili per chi non è vaccinato.

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Al ministero della Salute lo ritengono “inevitabile”. A riguardo il Ministro della Salute Speranza, ha detto: “Rischiamo di vanificare gli sforzi fatti sin ad ora”. Quasi sicuramente il nuovo decreto confermerà l’obbligo per il personale sanitario e per i lavoratori delle Rsa di sottoporsi al richiamo del vaccino a partire dalla fine del quinto mese e non dal sesto.


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Insomma, l’Italia sembra andare nella direzione di un doppio binario, per premiare chi ha completato il ciclo vaccinale e ridurre al minimo il rischio di contagi per i non vaccinati. Il sottosegretario del Ministero della Salute Roberto Garofoli ha dichiarato che “la situazione sta peggiorando, non si può stare fermi” e sarà inevitabile che con il nuovo Decreto “i non vaccinati paghino più di rispetto a chi ha invece scelto di immunizzarsi”.

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Dello stesso pensiero anche il Ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini che di fronte ai presidenti di Regione ha chiarito come non ci sia “alcuna volontà di spaccare il Paese, ma se l’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni dovesse portare a nuove restrizioni, non sarebbe ipotizzabile mettere sullo stesso piano i vaccinati e i non vaccinati”.

Pubblicato il alle ore 12:06 Ultima modifica il alle ore 13:50 Tag