Lutto choc nella musica: il celebre dj e producer italiano è stato trovato senza vita nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 luglio, sull’isola delle Baleari che da anni rappresentava il suo rifugio creativo, Ibiza. Aveva solo 35 anni. Le circostanze esatte della morte non sono ancora state chiarite, ma la notizia si è diffusa rapidamente, rimbalzando sui profili social di club, collettivi musicali e artisti internazionali, dando il via a un’ondata di cordoglio da parte di chi lo aveva conosciuto, ascoltato, ammirato.
Il suo nome era ormai un punto fermo nelle notti più raffinate della scena underground, tanto a Ibiza quanto nei club di Londra, Parigi, Barcellona e persino negli Stati Uniti. Non si trattava solo di un talento dietro ai piatti: Michele Noschese, in arte Godzi era portatore di una visione, di una ricerca sonora e spirituale che lo rendeva unico nel suo genere. La sua selezione musicale era profonda, calibrata, intensa. Ogni sua performance era un viaggio, un racconto fatto di beat e armonie che lasciavano un segno nel pubblico.

Lutto choc nella musica: morto a Ibiza a 35 anni
Originario di Napoli e laureato in Economia, Michele aveva scelto di rinunciare a un futuro certo per inseguire la propria vocazione. In gioventù era arrivato persino a giocare a calcio a livelli professionistici, fino alla Serie A svizzera. Ma proprio quando gli si apriva davanti una carriera sportiva importante, prese una decisione radicale: “Ho capito che non ero felice. E la felicità, per me, aveva un solo suono: quello della musica”, raccontò qualche anno fa in un’intervista trasmessa da una tv locale ibizenca. Da quel momento, la sua esistenza cambiò rotta.

Ibiza divenne la sua casa, il suo laboratorio. In quelle notti infinite, Michele seppe trovare il proprio centro creativo, mescolando spiritualità, introspezione e vibrazioni elettroniche. Non cercava la fama effimera né i riflettori del mainstream, ma costruì una carriera coerente, autentica, fondata su legami umani, esplorazione musicale e libertà artistica. Era apprezzato non solo per la sua tecnica, ma per la capacità di trasformare ogni set in un’esperienza emotiva, viva, pulsante.


La notizia della sua morte ha scosso profondamente l’intero ambiente. Mood Child Art, la piattaforma artistica dei dj-producers, lo ricorda così: “Siamo veramente addolorati da questa notizia, Michele aveva un cuore gentile e faceva parte della famiglia Mood dopo aver pubblicato il suo edit “Love This Game” su Mood Edits”. In queste ore, le bacheche social sono invase da messaggi di dolore e affetto. Fan, colleghi, promotori e amici raccontano chi fosse davvero Godzi: un ragazzo gentile, generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri, a condividere la sua arte, a restare fedele a sé stesso in un mondo spesso dominato da dinamiche effimere. Molti amici napoletani e fan in queste ore si stringono intorno al dolore della famiglia: “Amico mio non mi sembra vero…vorrei non fosse vero. Ti ricorderò per sempre come una persona piena di entusiasmo, determinazione per la tua più grande passione, la Musica e con un cuore enorme”, “Adesso fai ballare il paradiso amico mio”, si legge sui social.


