Giorgia Meloni chiude l’anno politico mantenendo saldamente il centro della scena. La presidente del Consiglio continua a rappresentare il principale punto di riferimento del quadro istituzionale e del dibattito pubblico, in una fase segnata da una diffusa percezione di stabilità. Il suo ruolo resta dominante non solo sul piano della leadership di governo, ma anche come figura capace di tenere insieme un’area politica ampia, che non mostra scosse evidenti né segnali di cedimento strutturale.
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Nel corso degli ultimi mesi Meloni ha consolidato una posizione che appare ormai strutturata. Il consenso personale e politico che ruota attorno alla sua figura sembra aver trovato una soglia stabile, capace di resistere alle tensioni cicliche, alle polemiche e agli appuntamenti elettorali. È in questo contesto che si inserisce l’ultima fotografia dei rapporti di forza tra i partiti, che racconta più di una continuità che di un cambiamento.

Sondaggi politica, gli ultimi dati
L’ultimo aggiornamento della Supermedia AGI/YouTrend dell’anno fotografa infatti un panorama politico senza grandi scossoni. I rapporti di forza restano sostanzialmente invariati e le variazioni rispetto alle settimane precedenti sono minime. Dopo le recenti elezioni regionali, il quadro che emerge è quello di una stabilità diffusa, con davvero pochi segnali di movimento e nessun ribaltamento degli equilibri.

All’interno di questo scenario, Fratelli d’Italia si conferma nettamente primo partito con il 29,8%, pur registrando un lieve calo. Il partito guidato da Giorgia Meloni resta il perno della coalizione di centrodestra e continua a tenere insieme l’elettorato di governo. Accanto a FdI, sia Lega sia Forza Italia mostrano invece degli arretramenti, fermandosi rispettivamente all’8,4% e all’8,8%. Nonostante questo, il centrodestra nel suo complesso resta ancora molto solido e raggiunge il 48,3%, una percentuale che garantisce un vantaggio ampio e stabile sugli avversari.

Sul fronte opposto, il centrosinistra continua a inseguire. Il Partito Democratico sale al 22,2%, ma la crescita resta contenuta e non sufficiente a colmare la distanza con Fratelli d’Italia. Alleanza Verdi e Sinistra si mantiene sopra il 6%, confermando una base elettorale fedele. Nel complesso, l’area di centrosinistra arriva al 30,3%, un dato che evidenzia ancora una difficoltà strutturale nel competere con il blocco di destra.
In mezzo, il Movimento 5 Stelle continua a occupare una posizione intermedia e complessa. Con il 12,2%, il partito guidato da Giuseppe Conte perde consensi e fatica a ritrovare slancio. I numeri raccontano una fase di perdita continua nella quale il M5S non riesce a recuperare voti e imporsi come fulcro credibile di un’alternativa al governo. Nell’ultimo anno è il partito che è andato peggio.
Qualche segnale di movimento arriva invece dall’area centrista, che resta però marginale negli equilibri complessivi. Azione cresce fino al 3,5%, beneficiando di una maggiore visibilità sui temi della politica estera e della guerra in Ucraina, mentre Italia Viva arretra leggermente scendendo al 2,5%. Nel complesso, il Terzo Polo sale al 5,9%, un dato che segnala una certa vitalità ma che non basta ancora a renderlo decisivo.
A fine 2025, la fotografia che emerge è quindi quella di una politica ferma, con pochi movimenti e nessun vero cambio di passo all’orizzonte. Una stabilità che, ancora una volta, ruota attorno alla figura di Giorgia Meloni e alla centralità del suo partito, mentre le opposizioni restano alla ricerca di una spinta capace di modificare davvero lo scenario.


