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“Trovato a casa di Sempio”. Garlasco, altra novità nelle indagini: “Ha forte valenza indiziaria”

  • Italia

Nuovo colpo di scena sul caso Garlasco. I carabinieri hanno compiuto una nuova scoperta nell’ambito dell’inchiesta che ruota attorno ad Andrea Sempio, il 37enne di Voghera indagato dalla Procura di Pavia per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi. Dopo anni di silenzio e indagini riaperte, la vicenda si arricchisce di un elemento inaspettato, emerso durante le recenti perquisizioni ordinate dalla Procura di Brescia. Un tassello che potrebbe rivelarsi cruciale per ricostruire ciò che accadde nel 2007 nella casa di via Pascoli a Garlasco.

Durante la nuova perquisizione a casa di Sempio, infatti, è spuntato un computer. Il pc non era stato trovato il 14 maggio scorso, quando gli investigatori del Nucleo Investigativo di Milano avevano già setacciato sia l’abitazione di Voghera sia quella dei genitori a Garlasco. In quell’occasione, invece, era emerso un appunto inquietante: “Venditti/gip archivia X 20.30. €”, una nota che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati per corruzione in atti giudiziari dell’ex procuratore Mario Venditti, lo stesso che nel 2017 aveva disposto in tempi record l’archiviazione del fascicolo su Sempio.

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“Trovato a casa di Sempio”. Garlasco, altra novità nelle indagini: “Ha forte valenza indiziaria”

Da quell’appunto sono poi partiti gli accertamenti bancari, che hanno rivelato movimenti sospetti sui conti della famiglia Sempio. Dopo l’incasso di un assegno da 43mila euro versato dagli zii, furono prelevati in contanti circa 35mila euro, in più operazioni sotto soglia per evitare tracciabilità. Un quadro giudicato “grave” dagli inquirenti, aggravato dalle intercettazioni del 2017, in cui emergerebbero riferimenti a informazioni riservate e rassicurazioni sull’esito dell’indagine.

Secondo la Procura di Brescia, quelle conversazioni dimostrerebbero che Sempio sapeva in anticipo le mosse degli investigatori e le domande che gli sarebbero state poste durante l’interrogatorio. Nei passaggi non trascritti ma segnalati come “incomprensibili”, i magistrati indicano anche la “necessità di pagare quei signori lì”, con “modalità non tracciabili”. Frasi considerate di “forte valenza indiziaria”, come sottolineato nel decreto di perquisizione firmato il 26 settembre.

È proprio in quell’occasione che i carabinieri hanno ritrovato il computer di Sempio, nonostante l’uomo avesse dichiarato di non possederne uno e avesse fornito solo hard disk e pennette. Gli inquirenti sospettano che l’indagato abbia cancellato ogni traccia della sua vita precedente al 2017. Il dispositivo è stato sequestrato e ora si trova sotto analisi: un nuovo elemento che potrebbe gettare luce su uno dei casi più controversi della cronaca italiana.


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