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“Cosa c’è nel pc di Chiara”. Garlasco, la scoperta dei consulenti tra i file

  • Italia

A quasi vent’anni dal delitto che ha sconvolto l’opinione pubblica italiana, il caso Garlasco continua a far discutere e ad alimentare interrogativi. Le nuove indagini, riaperte ormai da oltre un anno, stanno riportando sotto i riflettori ogni dettaglio, anche il più apparentemente secondario, con l’obiettivo di fare piena luce sull’omicidio di Chiara Poggi. In questo contesto, l’attenzione mediatica resta altissima e ogni aggiornamento diventa immediatamente oggetto di dibattito.

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Nella mattinata di mercoledì 22 aprile 2026, anche Mattino Cinque è tornato a occuparsi della vicenda, seppur con uno spazio più contenuto rispetto al solito. La trasmissione condotta da Federica Panicucci ha infatti dedicato gran parte della puntata a un altro caso di cronaca, senza però rinunciare a fornire aggiornamenti su una delle inchieste più controverse degli ultimi anni.


Garlasco, la notizia sul pc di Chiara Poggi

Nonostante il tempo ridotto, il focus sul delitto di Garlasco ha comunque portato alla luce elementi significativi. In collegamento davanti alla casa della famiglia Poggi, l’inviato Emanuele Canta ha fatto il punto sulle nuove piste investigative, soffermandosi in particolare su alcune indiscrezioni legate al contenuto del computer della vittima. Un dettaglio che, negli ultimi mesi, è tornato centrale nelle analisi degli inquirenti.

Secondo quanto emerso, una consulenza tecnica voluta dalla Procura e affidata al professor Paolo Dal Checco avrebbe fatto emergere elementi inediti. Questi dati, pur non rappresentando da soli una prova definitiva, avrebbero contribuito a orientare ulteriori accertamenti, rafforzando alcune ipotesi investigative già presenti nel quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio.

Ma è nella seconda parte dell’approfondimento che emerge il dettaglio destinato a cambiare la prospettiva. Durante il confronto in studio, il giornalista Gianluca Zanella ha riportato una dichiarazione sorprendente del perito Daniele Occhetti. Quest’ultimo avrebbe fatto riferimento a una cartella specifica presente nel computer di Chiara, che avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori già in passato, al punto da ridimensionare completamente altre piste.

“Quando gli inquirenti avrebbero trovato alcune cartelle su quel computer non si sarebbero più preoccupati della pornografia presente sul PC di Alberto Stasi”, ha spiegato Zanella, lasciando intendere che il focus delle indagini si sia spostato altrove. Un’affermazione che, pur senza entrare nei dettagli, suggerisce come il contenuto del dispositivo possa nascondere informazioni cruciali.

A rafforzare questa lettura è intervenuta la stessa Panicucci, sottolineando come la pista legata alla pornografia sembri ormai perdere consistenza. Un’ipotesi che per anni ha occupato il centro del dibattito e che oggi appare sempre più marginale alla luce dei nuovi sviluppi investigativi.

Nel frattempo, l’inchiesta prosegue su più fronti. Oltre agli accertamenti informatici, si attendono i risultati della consulenza genetica affidata a Carlo Previderé, mentre continuano le verifiche sulle frequentazioni di Sempio nel 2007, anno del delitto. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire un quadro completo che possa finalmente portare a una verità definitiva.

Il quadro resta dunque in continua evoluzione e, anche se non ci sono ancora certezze sui tempi di chiusura, si ipotizza che un punto decisivo possa arrivare entro la fine di maggio. Nel frattempo, ogni nuovo elemento – soprattutto quelli emersi dal computer di Chiara Poggi – potrebbe rivelarsi determinante per riscrivere la storia di uno dei casi più complessi della cronaca italiana.


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