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“Anche le sorelle Cappa”. Garlasco, la decisione della procura

  • Italia

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riportano al centro dell’attenzione uno dei casi più discussi degli ultimi anni. A quasi due decenni dai fatti, la procura di Pavia accelera sul fronte investigativo, con una serie di convocazioni che potrebbero rappresentare un passaggio decisivo prima della chiusura delle indagini.

La nuova convocazione fissata per il 6 maggio di Andrea Sempio, finito al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, era apparsa inizialmente come il possibile passaggio conclusivo prima della chiusura delle indagini. Tuttavia, la Procura di Pavia ha cambiato strategia, muovendo ulteriori passi per rafforzare il quadro accusatorio e stringere ulteriormente il cerchio attorno all’indagato.

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“Anche le sorelle Cappa”. Garlasco, la decisione della procura

Parallelamente, infatti, è stato convocato anche Marco Poggi, già ascoltato in precedenza dagli inquirenti, insieme alle sorelle Cappa, che verranno sentite 5 maggio dai carabinieri di Milano. Tutti saranno ascoltati come testimoni e avranno l’obbligo di fornire dichiarazioni veritiere, in un momento cruciale dell’inchiesta.

La scelta, anticipata anche sui social dal Tg1, lascia intendere che i magistrati guidati da Fabio Napoleone ritengano di avere elementi significativi per sostenere l’accusa di omicidio volontario aggravato, ipotizzato per futili motivi e con crudeltà. L’obiettivo ora sarebbe quello di consolidare queste evidenze attraverso un incrocio serrato delle testimonianze raccolte.

Al centro dell’attenzione investigativa resta il rapporto tra Sempio e Marco Poggi. Non si tratta più soltanto dei movimenti del giovane all’interno della casa della vittima, già analizzati in passato, ma anche di aspetti più delicati legati al possibile movente. Secondo la ricostruzione della Procura, infatti, Sempio avrebbe sviluppato un’ossessione nei confronti della giovane, sempre respinta dall’indagato, che sarebbe sfociata in un «odio» dopo il “rifiuto di un approccio sessuale”.

In questo contesto, torna in primo piano anche la questione dei video intimi che Chiara avrebbe realizzato con il fidanzato Alberto Stasi negli anni precedenti. Gli investigatori sospettano che quei filmati possano essere stati visionati non solo dal fratello, ma anche da Sempio. A supporto di questa ipotesi ci sarebbero i risultati di una nuova consulenza informatica eseguita sul computer della vittima.

Le audizioni delle cugine, previste il 5 maggio nella caserma di via Vincenzo Monti, riportano inoltre alla ribalta le cosiddette “gemelle K”, figure già al centro dell’attenzione mediatica sin dai primi giorni dopo il delitto. Nonostante non siano mai state indagate, il loro nome è rimasto legato a una serie di episodi e dichiarazioni poi ritrattate, compresa la celebre «irruzione» con un fotomontaggio.

Già nelle primissime fasi delle indagini, Paola Cappa aveva suggerito una possibile pista agli investigatori, indicando di cercare tra “gli ex colleghi di Pavia» di Chiara” e gli attuali di Milano”. Davanti ai militari, la stessa aveva poi aggiunto: “Secondo me ha potuto avere delle avances non corrisposte da qualche uomo che non ha accettato il rifiuto — aveva messo a verbale —, facendosene una vera fobia e, studiate le abitudini della Chiara in questa settimana, ha agito d’impulso”. Un’ipotesi che, a distanza di anni, sembra avvicinarsi a quella oggi al vaglio della Procura.


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