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“Quando si chiude”. Garlasco, l’annuncio su Alberto Stasi

  • Italia

Il caso di Garlasco continua a sollevare interrogativi e a riaccendere il dibattito pubblico a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Ogni nuova analisi, ogni consulenza tecnica e ogni dettaglio riesaminato sembra aggiungere ulteriori tasselli a una vicenda giudiziaria che, nonostante una condanna definitiva, continua a dividere opinione pubblica ed esperti.

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Nelle ultime ore, al centro dell’attenzione è finita una nuova consulenza tecnica commissionata dalla famiglia Poggi e illustrata nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado. Un approfondimento che si concentra su uno degli aspetti più discussi dell’intera inchiesta: il percorso effettuato da Alberto Stasi all’interno della villetta di via Pascoli la mattina del delitto.


La nuova analisi riapre il dibattito sulle tracce di sangue

Uno dei punti più controversi del fascicolo riguarda infatti l’assenza di tracce ematiche sulle suole delle scarpe di Stasi. Fin dall’inizio delle indagini, investigatori e consulenti si sono chiesti se fosse realmente possibile entrare nell’abitazione, raggiungere il corpo di Chiara Poggi e uscire senza calpestare il sangue presente sulla scena del crimine.

La nuova perizia, realizzata dal consulente informatico Fabio Falleti, prova a fornire ulteriori elementi di valutazione sulla dinamica degli spostamenti all’interno della casa. L’analisi, presentata in esclusiva durante il programma condotto da Gianluigi Nuzzi, si è concentrata in particolare sulla camminata di Alberto Stasi, cercando di verificare se il tragitto descritto fosse compatibile con l’assenza di macchie ematiche sulle calzature.

Secondo quanto emerso, la consulenza avrebbe individuato alcuni aspetti ritenuti significativi nella ricostruzione dei movimenti effettuati quella mattina. Elementi che, inevitabilmente, alimentano nuove domande su uno dei punti più delicati dell’intera vicenda giudiziaria e che potrebbero diventare oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici.

Parallelamente alle nuove analisi, continua a tenere banco anche il tema della possibile revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di carcere per l’omicidio della giovane di Garlasco.

Sul fronte giudiziario, infatti, i legali di Stasi stanno lavorando da settimane alla predisposizione dell’istanza di revisione. A fare chiarezza sulle tempistiche è stata ancora una volta la trasmissione Quarto Grado, spiegando che Francesca Nanni, procuratore generale di Milano, sta esaminando gli atti trasmessi dal collega Napoleone per “sollecitare una richiesta di revisione da avanzare evidentemente a Brescia”.

Non ci saranno però decisioni a breve. Come anticipato da Gianluigi Nuzzi, “questo lavoro porterà via sicuramente tutto il mese di luglio e tutto il mese di agosto” e, di conseguenza, Francesca Nanni “scioglierà la sua riserva nelle sue determinazioni non prima di settembre”. Un passaggio che potrebbe rappresentare un momento cruciale nel lungo e complesso percorso giudiziario legato al delitto di Garlasco.


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