“Il messaggio sbagliato”. Chiara Ferragni, Fedez e la chiamata di Giuseppe Conte. È successo subito dopo

La notizia è di ieri: il premier Conte ha chiamato Fedez e Chiara Ferragni per sensibilizzare all’uso della mascherina i ragazzi. E quando due personaggi come loro vengono contattati dalla politica si scatena un putiferio. Conte ha ritenuto una mossa valida quella di coinvolgere i due seguitissimi personaggi (il cantante e la sua influentissima moglie) per un tema molto delicato come quello della mascherina in un periodo così complesso.

La polemica sui Ferragnez è stata immancabile, tanto che pure Selvaggia Lucarelli ha voluto dire la sua su quanto accaduto. La giornalista di Tpi si è espressa in modo chiaro. “Con tutto il rispetto, se ti chiama Conte e ti chiede ‘la cosa è seria, dì ai giovani di mettere la mascherina’, non dici ‘Conte mi ha chiamato e mi ha detto di dirvi di mettere la mascherina’. Perché poi quello che passa non è il messaggio, ma la notizia ‘mi ha telefonato Conte’”. (Continua dopo la foto)


“Ieri abbiamo ricevuto una telefonata molto inaspettata. Siamo stati messi in contatto con il presidente del Consiglio Conte che ha chiesto un aiuto da parte mia e di mia moglie: se queste stories, anche in piccolissima parte, riusciranno a essere utili, io non posso che esserne contento”, ha detto Fedez dopo la chiamata di Giuseppe Conte. (Continua dopo la foto)

Fedez ha poi proseguito: “”Ci troviamo in una situazione molto molto delicata e l’Italia non si può permettere nella maniera più assoluta un nuovo lockdown. Il destino e il futuro dell’Italia è nelle mani della responsabilità individuale di ognuno di noi. Con un semplice gesto potremo evitare lo scenario tra i più brutti che abbiamo vissuto negli scorsi mesi. Mi raccomando ragazzi, utilizzate la mascherina”. (Continua dopo la foto)

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La telefonata di Conte è arrivata dopo che il premier aveva spiegato le nuove misure del Dpcm. Ingressi scaglionati a scuola dalle 9, nuovi orari e nuove regole per bar e ristoranti, chiusure di strade e piazze per evitare assembramenti. Sono alcune delle misure previste dal nuovo Dpcm illustrato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti”, dice il premier. “Tutte le attività di ristorazione sono consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. Se non è previsto ai tavoli, la somministrazione è prevista fino alle 18. L’asporto è consentito fino a mezzanotte, le consegne a domicilio sono consentite senza vincolo di orario”.

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