“Mentre mio padre moriva gli è stato rubato il cellulare”. La denuncia è di Venere Rotelli, attrice e operatrice sociale di Massafra in provincia di Taranto, che ha perso il papà Francesco (pastore evangelico) a causa del Coronavirus. L’uomo è morto all’ospedale Moscati di Taranto. Non si tratterebbe dell’unico episodio di oggetti rubati ai degenti dell’ospedale. Altre famiglie, dopo lo sfogo di Venere sui social, hanno raccontato episodi simili.
“In quel cellulare ci sono le sue foto, i suoi messaggi, i suoi pensieri, le sue annotazioni: lo rivogliamo”, insiste Rotelli, che non si accontenta della risposta che gli hanno formulato gli addetti alla sicurezza al pronto soccorso del Moscati, mentre conferma di aver predisposto la denuncia ai carabinieri. (Continua dopo la foto)

“Dicono sia stato smarrito o buttato nei rifiuti – racconta – una spiegazione inaccettabile e oltretutto non vera: un amico informatico ha accertato che la scheda al suo interno è stata rimossa e quindi è stato rubato nell’ospedale”. La donna ha anche ricostruito la vicenda di suo padre, evidenziando evidenzia anche superficialità e scarsa tempestività nella diagnosi. (Continua dopo la foto)
“Non aveva nessuna patologia pregressa – spiega l’attrice – è sempre stato in salute e non era un fumatore. Ha avuto un po’ di febbre domenica 8 novembre e il medico di famiglia diceva di non preoccuparsi, che era un semplice raffreddore. Ha continuato a dirlo anche quando la saturazione era scesa a 78. L’11 abbiamo chiamato l’ambulanza, nonostante le rassicurazioni del medico. È stato 9 ore in attesa prima del ricovero e di lì ci mandava foto e comunicava con noi, fino alle 3 di notte”. (Continua dopo la foto)

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“Il giorno dopo ci hanno chiamato e ci hanno detto che lo avevano intubato – prosegue Venere Rotelli -. Tutte le sere abbiamo chiamato in ospedale, le notizie si facevano sempre più rassicuranti: ‘Gli scambi vanno meglio, le analisi del sangue anche ecc”. Poi, venerdì mattina, ci hanno chiamato dicendoci che alle 9.30 aveva avuto un arresto cardiaco”. Su Facebook, inoltre, il nipote Cristian ha salutato Rotelli con un post toccante: “Se n’è andato mio nonno, il mio pastore. Un padre spirituale, un servo di Dio. Una persona semplice, umile, forte che ha speso la sua vita al servizio di Dio, della sua chiesa e di ogni persona che aveva bisogno. Ci ha lasciato un’eredità eterna. Continueremo a servire Dio, continueremo a credere che Dio è il Dio dei miracoli e che in ogni circostanza Dio è il sovrano”.
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