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“È pronto a raccontare tutto”. Garlasco, l’annuncio che promette di sconvolgere l’inchiesta

  • Italia

Si apre un nuovo possibile scenario nel caso Garlasco. A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, una testimonianza inedita potrebbe cambiare il corso dell’indagine, che per ora vede indagato Andrea Sempio con l’ipotesi di omicidio in concorso. A riaccendere l’attenzione è Flavius Alexa Savu, cittadino romeno di 39 anni, estradato dalla Svizzera e detenuto nel carcere pavese di Torre del Gallo. Già condannato per estorsione in una vicenda a luci rosse legata al santuario della Madonna della Bozzola, Savu ha reso al suo avvocato un racconto definito “sconvolgente”, “capace di ribaltare ogni convinzione iniziale”.

Ma cosa c’entra Savu con il delitto compiuto nella villetta di via Pascoli? Nel 2018, Savu era stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione per aver ricattato sessualmente don Gregorio Vitali, rettore del santuario mariano della Bozzola, a due passi da Garlasco. Dopo un lungo periodo di latitanza, due giorni fa è stato estradato in Italia. Secondo indiscrezioni, potrebbe essere sentito dalla Procura di Pavia come persona informata sui fatti. Intanto però ha già parlato con il suo legale, l’avvocato Roberto Grittini, e avrebbe riferito fatti anche sull’omicidio di Chiara Poggi.

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“È pronto a raccontare tutto”. Garlasco, l’annuncio che promette di sconvolgere l’inchiesta

“Ha fissato dei punti fermi – ha spiegato Grittini –. L’ho ascoltato a lungo, anche facendogli qualche domanda trabocchetto. Ma il suo racconto è rimasto coerente. Mi ha lasciato un’impressione molto forte. È pronto a parlare con la magistratura“. Secondo il legale, Savu avrebbe fornito una versione “dettagliata e coerente” su ciò che sarebbe accaduto quella mattina, collegando l’omicidio di Chiara a presunti segreti legati al santuario della Madonna della Bozzola, già in passato finito sotto i riflettori per sospetti episodi di ricatti e scandali sessuali.

Già alcuni mesi fa, Savu aveva rilasciato un’intervista a Chi l’ha visto?, sostenendo che Chiara Poggi potesse essere venuta a conoscenza di un presunto giro di pedofilia e prostituzione collegato al santuario e che per questo fosse stata uccisa. L’avvocato Grittini ha aggiunto: “Dice di sapere molto più di quanto sia mai stato raccontato”. Tuttavia, al momento non sono emersi elementi concreti a suffragio di queste dichiarazioni, e la cosiddetta “pista estera” resta tutta da verificare.

Sotto la lente degli inquirenti c’è anche un manoscritto datato 28 maggio 2025, consegnato ai legali dal nipote di Savu, Cleo Koludra Stefanescu, detenuto per omicidio a Vigevano. Nel testo non si cita direttamente il delitto di Garlasco, ma si parla di “un grosso giro di pedofilia e una specie di prostituzione riguardo al Santuario delle Bozzole gestito da un custode”. Stefanescu, che avrebbe più volte parlato di un “segreto indicibile” in possesso dello zio, ha confermato di avergli sentito raccontare particolari che ora potrebbero interessare la magistratura.

Il nome di Savu, già noto alle cronache, riporta l’attenzione su un’ipotesi mai davvero chiusa: quella di un coinvolgimento esterno nel delitto Poggi. Già l’ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati, aveva ipotizzato anni fa la possibilità di “un sicario venuto da fuori”. Oggi, con il racconto di Savu e il memoriale del nipote, quella pista torna a far discutere. La Procura di Pavia sta valutando se convocare formalmente l’uomo per acquisire le sue dichiarazioni.

«È pronto a collaborare – ha concluso l’avvocato Grittini –. Dice di sapere molto più di quanto sia mai stato raccontato». Gli inquirenti, pur mantenendo cautela, ritengono che il nuovo racconto meriti di essere verificato. E se le parole di Savu dovessero trovare riscontro, potrebbero davvero aprire un nuovo e inatteso scenario in uno dei casi più misteriosi della cronaca italiana.


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