Per oltre due settimane il caso delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena ha tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese. Appelli disperati, ricerche incessanti e numerose segnalazioni avevano alimentato la speranza di ritrovare sane e salve Sarah e Alisya, le due ragazzine di 12 e 16 anni allontanatesi dalla struttura abruzzese nella notte tra il 6 e il 7 giugno. La svolta è arrivata soltanto nella serata di domenica, quando un imponente blitz dei carabinieri ha permesso di rintracciarle in un appartamento di Formia.
Il ritrovamento ha aperto immediatamente nuovi interrogativi su quanto accaduto durante i quindici giorni di assenza delle due minori. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni passaggio della vicenda, mentre quattro persone risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Sulmona. Tra queste figura anche l’anziana donna che ospitava le ragazze nell’abitazione dove sono state trovate.
Sorelline scomparse e ritrovate, parla la procura: “Cosa hanno subito”

Sorelline scomparse e ritrovate, parla la zia che le nascondeva
Solo dopo il ritrovamento, la donna ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti. Intervistata dall’Ansa, l’anziana, zia acquisita delle due sorelle, ha spiegato di aver agito seguendo le indicazioni ricevute dai familiari delle ragazze. “Dovevo tenere le bambine. Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione”, ha dichiarato.
La donna ha poi ricostruito come le due adolescenti siano arrivate nella sua abitazione: “Qui le ha portate il nonno. Sono stata contattata appositamente per questo e ho seguito un ordine: la mamma e il nonno mi hanno detto di non farle uscire di casa”.

Nel suo racconto emerge anche il particolare legato ai rifornimenti alimentari durante il periodo trascorso nell’appartamento. “Non mi sono fatta nessuna domanda. Loro portavano il cibo da mangiare: io non ho speso neanche 5 lire. Hanno riempito una camera di spesa, con roba da mangiare per due o tre mesi”. Un dettaglio che confermerebbe come il nascondiglio fosse stato organizzato con largo anticipo.
L’anziana ha inoltre raccontato gli ultimi momenti vissuti insieme alle due sorelle prima dell’intervento dei militari. “L’ultima cosa che ho detto alle bambine è stata: ‘mi dispiace’. Solo Sarah mi ha guardato, e le ho fatto capire che mi dispiaceva”.

Secondo il suo racconto, Sarah e Alisya avrebbero seguito costantemente gli sviluppi della vicenda attraverso la televisione. “Loro non volevano andare in nessuna struttura se non dalla madre. Guardavano i telegiornali dalla mattina alla sera, mentre io mi ero stancata di guardarli”, ha aggiunto.
Infine, la donna ha espresso anche un giudizio personale sul padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, senza nascondere la propria opinione: “Non mi piace, non mi attira, mi è antipatico”. Dichiarazioni che potrebbero contribuire a delineare ulteriormente il contesto familiare al centro dell’inchiesta, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire tutte le responsabilità nella vicenda.


