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“Era in balcone mentre lei moriva”. Omicidio Sharon Verzeni, spunta un super testimone: cosa ha visto

  • Italia
Omicidio Sharon Verzeni, potrebbe esserci un super testimone

Omicidio Sharon Verzeni, ci potrebbe essere un super testimone. Si tratta di un uomo, residente in un monolocale che affaccia su via Castegnate, a circa 150 metri dal luogo del delitto. L’uomo, che sembra si sia traferito da circa tre anni con la moglie dalla sua Puglia a Terno d’Isola per stare più vicino alla figlia e al nipotino, avrebbe però smentito ogni qualsiasi avvistamento. Le sue parole, tuttavia, non sembrano convincere fino in fondo.

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Inquadrato nelle immagini delle telecamere del bar tabaccheria sopra il quale vive, nei minuti dell’omicidio, aveva inizialmente dichiarato di dormire. I carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo sembra vogliano andare però a fondo alla questione anche perché, nel frattempo, la versione sarebbe cambiata. A riportare la notizia, con tanto di intervista esclusiva, è il Corriere delle Sera. Ai microfoni del quale l’uomo non si è sottratto.

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Omicidio Sharon Verzeni, potrebbe esserci un super testimone

Racconta il giornale meneghinio come: “Gli investigatori stentano a crederci anche perché avrebbe dato due versioni: prima ha dichiarato che stava dormendo, poi, solo quando è stato messo di fronte a un fotogramma che lo ritraeva affacciato, ha aggiustato il tiro. Lui giura che è così, non ha visto né sentito cose strane. Accetta di rispondere alla terza citofonata e invita a valutare direttamente da casa sua”.

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“Ero fuori a fumare, venga sul balcone. Vede che da qui è lontano il punto dell’omicidio?. Saranno 150 metri di rettilineo, delineato da marciapiedi e qualche cespuglio, fra le case dei vicini. Uno di loro lo saluta da un cancello. «Io non ho visto niente — insiste Laveneziana — e non sarei in grado di riconoscere nessuno, anche perché ho fatto la cataratta a tutte e due gli occhi». E urla ne ha sentite? A questa domanda sfila l’apparecchio acustico: «Di notte lo tolgo perché mi dà fastidio e, senza, non ci sento»”.

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Intanto, l’autopsia effettuata dal medico legale Matteo Marchesi sul cadavere di Sharon Verzeni, ha fornito informazioni sul modus operandi del killer. È stata un’aggressione fulminea, riporta “Bergamonews”, compiuta probabilmente con un coltello da cucina. L’assassino ha colpito rapidamente e senza lasciare tracce. “È probabile che avesse studiato la situazione in anticipo, riuscendo così a colpire indisturbato”, riporta il quotidiano. Non è chiaro, però, se Sharon sia stata colpita frontalmente o alle spalle, se abbia visto o meno il suo assassino, e se l’aggressore fosse mancino o destrorso.


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