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Sabrina Misseri Respinta Richiesta Cassazione Permesso Premio

Omicidio Sarah Scazzi: Sabrina Misseri e il carcere, l’ultima decisione della Cassazione

  • Italia

Nuova svolta sul caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, la ragazza originaria di Avetrana (Taranto) uccisa il 26 agosto del 2010. Ad essere state condannate per il suo assassinio la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano. Proprio la cugina della vittima, che deve scontare una pena all’ergastolo, aveva deciso di chiedere tramite i suoi avvocati di ottenere un permesso premio al fine di poter lasciare il carcere di Taranto, dove si trova tuttora reclusa insieme proprio a sua madre. Ed è arrivata la risposta.

A decidere su questa richiesta pervenuta attraverso i legali di Sabrina Misseri è stata la Cassazione. Infatti, come riportato da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, i giudici della Suprema Corte si sono riuniti per prendere una decisione importante. La giovane, che non ha mai confessato il delitto, anzi, si è sempre proclamata innocente, aveva come obiettivo quello di lasciare almeno temporaneamente la casa circondariale pugliese, visti i suoi comportamenti impeccabili da detenuta.

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La sua richiesta di lasciare il carcere ionico è stata rigettata e quindi Sabrina Misseri dovrà rinunciare a questa possibilità. I giudici sono stati molto chiari nelle loro motivazioni e non hanno dunque identificato elementi utili che potessero indurli a fare una scelta differente. La cugina di Sarah Scazzi, accusata del suo omicidio e il cui corpo della vittima fu poi gettato in un pozzo situato nelle campagne di Avetrana, è ancora considerata una persona assolutamente pericolosa dal punto di vista sociale.

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Come scritto da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, Sabrina Misseri non ha mai confessato di aver ammazzato Sarah Scazzi e quindi per i giudici della Cassazione “anche se questa non è una condizione necessaria per ottenere il permesso premio, indica in lei la mancanza di una rivisitazione critica del suo pregresso comportamento deviante e attesta la sua pericolosità sociale”. Nulla di fatto dunque per la giovane, che resterà sempre in carcere e non ci sarà spazio per una sua uscita momentanea.

Le condanne all’ergastolo di Sabrina Misseri e di Cosima Serrano sono arrivate in via definitiva il 21 febbraio del 2017, su disposizione della Cassazione. Il papà di Sabrina, Michele Misseri, è stato condannato a otto anni di carcere per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. Carmine Misseri ha invece avuto quattro anni e undici mesi. Un anno e quattro mesi per Vito Russo jr. e Giuseppe Nigro.

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