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Morti di caldo, Bassetti attacca il ministero: “Ci nascondete i dati”

  • Italia
colpo calore bassetti contro ministero

L’ondata di caldo estremo che ha investito l’Europa ha aperto uno scontro anche sul numero delle vittime e sulle responsabilità sanitarie. Al centro della polemica ci sono due pazienti morti al Policlinico San Martino di Genova, decessi indicati dai medici come legati alle alte temperature. La dirigente del ministero della Salute Maria Rosaria Campitiello ha però invitato alla cautela, sostenendo la necessità di ulteriori verifiche.

“Credo che vadano inseriti in un contesto generale: Genova non è l’espressione dell’Italia intera, i due casi andrebbero contestualizzati e andrebbe fatta un’indagine per capire se sono realmente legati al caldo”. Parole che hanno provocato la reazione del professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del San Martino, secondo cui mettere in discussione quelle valutazioni significa contestare direttamente il lavoro dei sanitari.

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Bassetti contro il ministero sul caldo

“Trovo questa affermazione – come ho scritto ieri – di una gravità inaudita, perché arriva da un medico nei confronti di altri medici. Io non ho seguito quei pazienti, ma li hanno seguiti colleghi che hanno stabilito che le cause del decesso erano direttamente correlate al caldo. Dire che serve un’indagine significa confutare ciò che un medico ha già valutato”, ha dichiarato Bassetti nell’intervista concessa a Fanpage.it.

L’infettivologo denuncia anche la trasformazione della salute in un terreno di scontro politico. “Ora succede lo stesso: chi dice che fa caldo è di sinistra, chi dice che non fa caldo è di destra”. Secondo Bassetti, negare il problema espone soprattutto i cittadini più fragili. Anche dagli ospedali arrivano segnali preoccupanti: Guido Bertolaso ha affermato che “I nostri ospedali esplodono di persone che arrivano per problemi legati al caldo”.

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Il rischio maggiore è il colpo di calore, che può far salire la temperatura corporea fino a 42-43 gradi e compromettere il sistema nervoso. Il caldo provoca inoltre disidratazione, insufficienza renale, cali di pressione e problemi cardiovascolari. Anziani, bambini, immunodepressi e persone con patologie croniche sono i soggetti più vulnerabili. Tra i sintomi figurano mal di testa, confusione, bocca secca e alterazioni dello stato di coscienza.

“L’aumento della temperatura corporea in assenza di sintomi compatibili con un’infezione. Bisogna andare subito in pronto soccorso perché il rischio di un colpo di calore è elevatissimo”, spiega Bassetti. Nel caso di un possibile colpo di calore, alla domanda su quando chiamare il medico o il 118, la risposta è netta: “Nel sospetto di colpo di calore, immediatamente. È una condizione che richiede intervento urgente”.

L’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che l’Europa è la regione dell’Oms che si riscalda più rapidamente e che lo stress da calore rappresenta la principale causa di morte legata al clima. Per Bassetti servono campagne informative, accesso più semplice all’acqua e comportamenti prudenti: niente attività fisica nelle ore più calde, esposizione limitata per anziani e bambini e idratazione frequente. Il caldo non è una bandiera politica, ma un rischio sanitario.


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