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Matteo Bassetti terza dose

Matteo Bassetti a Zona bianca: “Perché ci si contagia con la terza dose”. Il caso di Al Bano

  • Italia

Terza dose sì, terza dose no. Ora, a spiegare perché anche i vaccinati possono contagiarsi è Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova. L’esperto è intervenuto nel corso di una puntata in cui in modo approfondito si è parlato appunto di vaccinazioni. Oltre alla polemica tra Maurizio Gasparri e Francesco Borgonovo il conduttore Giuseppe Brindisi ha lanciato anche un servizio con protagonista il noto cantautore Albano Carrisi, in arte Al Bano.

“Ebbene sì, il virus, maledetto virus Covid, mi ha colpito. Mi ha colpito al punto tale che non posso fare quello che c’era in programma di fare. L’ultima notte dell’anno da Bari, con Panicucci e tanti miei amici…”. Insomma, salta l’ultimo appuntamento dell’anno, che poi è anche il primo dell’anno nuovo, per lo sfortunato Al Bano. Il quale, per inciso, è vaccinato. “Che dire? Finirà, perché tutto passa…” aggiunge serafico l’amato cantante. Ma intanto in Italia si continua a dibattere. E Matteo Bassetti cerca di fare chiarezza.

Matteo Bassetti perché vaccinati contagio


“Abbiamo visto – le parole di Matteo Bassetti – che Al Bano è contagiato, ma sta bene. A chi ricorda che avevamo detto che potevano bastare due dosi rispondo che solo gli stupidi non cambiano idea. Ma non vedo il problema nel fare la terza dose o anche la quarta se servirà continuare a vaccinarsi ogni sei mesi”.

Matteo Bassetti perché vaccinati contagio

Ancora, il professor Matteo Bassetti, ospite di Giuseppe Brindisi a “Zona Bianca”, dichiara: “Chi ha fatto solo due dosi è comunque coperto contro le forme gravi della malattia. Anche chi è guarito mantiene una copertura nei confronti della Omicron. Noi dobbiamo dire alle persone di andare a fare la terza dose, ma Omicron sembra molto meno peggio di quanto si temesse all’inizio”.

Sulle misure che il governo Draghi ha preso sulle quarantene, inoltre, l’infettivologo ha dichiarato: “Si potevano uniformare quelli che hanno fatto la terza dose con quelli che hanno ricevuto la seconda entro i sei mesi. Il booster serve a mantenere più a lungo la protezione. Mi sembra una scelta di buon senso, è strano esserci arrivati al 29 dicembre. Di tante cose fatte bene, questa si poteva fare meglio decidendolo prima”.

Sempre Matteo Bassetti ha detto: “Abbiamo una malattia infettiva delle vie respiratorie contagiosa quasi quanto il morbillo, ma per quanto riguarda l’aggressività e la risposta al vaccino ci sono sempre più dati che non ci fanno tornare alla disperazione di un mese fa. Addirittura il 24 novembre crollarono le Borse, cerchiamo di non terrorizzare la gente”.


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