Un paese piccolo, il silenzio della notte e poi un gesto che rompe tutto. Prima l’allarme, poi le domande: cosa può spingere una persona a scatenare una violenza così improvvisa e definitiva? Nelle ultime ore, in Piemonte, i carabinieri hanno ricostruito una sequenza di eventi che lascia senza fiato.
All’inizio c’è un movimento sospetto, una presenza fuori posto, quindi l’arrivo dei soccorsi e delle pattuglie. E in mezzo, un dettaglio che pesa come una condanna: una roncola, usata con ferocia. È da lì che gli investigatori partono per dare un ordine a una notte che, per chi vive in zona, difficilmente sarà dimenticata.
La vicenda accade a Cossombrato, nell’Astigiano. È la notte scorsa quando i carabinieri intervengono dopo la segnalazione di un uomo che si sarebbe lanciato da una torre del castello del paese. Un particolare inquietante, secondo quanto emerge, è che quell’uomo avrebbe avuto anche le chiavi della torre.
Con il passare delle ore, però, quello che inizialmente sembra un singolo dramma prende una piega ancora più cupa. Le verifiche si allargano, le ricerche proseguono e la sensazione, per chi indaga, è che non si tratti di un episodio isolato.

È intorno a mezzogiorno di oggi che arriva la scoperta più terribile: vengono trovati due corpi, riversi in un fosso all’ingresso del paese. Sono quelli di una donna e di un uomo. A quel punto, per gli inquirenti, il quadro inizia a comporsi con un’ipotesi precisa: un duplice omicidio-suicidio.
Le vittime, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero state colpite a colpi di roncola. Una violenza diretta, ravvicinata, senza possibilità di scampo. Il terzo morto, invece, è l’uomo che poco prima si era tolto la vita con un gesto estremo.
L’uomo indicato come responsabile si chiama Astrit Koni, classe 1969, conosciuto in paese anche come “Arturo” e di professione giardiniere. Una delle vittime è la sua ex moglie, Drita Koni. L’altra è il nuovo compagno della donna, con cui lei, secondo quanto riferito, si era ricostruita una vita.
Tutti e tre avevano origini albanesi e vivevano in Italia da circa vent’anni. I carabinieri stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio l’esatta dinamica e chiarire tempi, spostamenti e contesto della tragedia, mentre in paese resta una domanda che rimbalza tra sguardi e mezze frasi: com’è possibile arrivare a tanto, in un istante?


