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“Mamma, è come se…”. Sorelle scomparse, spunta la lettera straziante

  • Italia

È il tipo di silenzio che fa rumore. Quello che, di notte, diventa un pensiero fisso e di giorno si trasforma in un nodo alla gola. Da una settimana due sorelle sembrano inghiottite dal nulla, e in Abruzzo la paura cresce insieme alle domande: dove sono finite, e perché nessuno riesce a trovarle?

Nei boschi, attorno al lago, lungo le strade che portano alla casa famiglia, si cerca senza sosta. Droni, pattuglie, cani molecolari, volontari: ogni ora che passa pesa di più. E intanto gli investigatori stringono il cerchio su un dettaglio che potrebbe cambiare tutto: la loro storia familiare. Sarah e Alisya hanno 12 e 16 anni. Si sarebbero allontanate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, dove vivevano nella comunità educativa Ofh Hope, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da allora, però, nessuna traccia concreta.

Le ricerche si sono concentrate nell’area boschiva, vicino al lago di Barrea e nelle zone intorno alla struttura. Ma finora non è arrivata la svolta che tutti aspettano. E mentre i presunti avvistamenti dei giorni scorsi sono stati via via smentiti, la sensazione è che dietro questa sparizione ci sia molto più di una semplice “fuga”.

Lettere e appunti delle sorelle Sarah e Alisya, al centro dell’indagine


La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e ha disposto l’acquisizione dei cellulari delle ragazze, rimasti nella struttura. Ora si cercano risposte nelle chat, nei messaggi, negli ultimi contatti. Perché se è vero che l’ipotesi più battuta è quella di un allontanamento con un aiuto esterno, sul tavolo resta anche uno scenario inquietante: un possibile rapimento.

Col passare delle ore, gli investigatori guardano sempre più dentro la vicenda familiare che, negli anni, ha portato Sarah e Alisya nel circuito delle case famiglia. Le due minori erano seguite dai servizi sociali da tre anni e dal 2024 vivevano nella struttura protetta.

La responsabilità genitoriale era stata sospesa a entrambi i genitori dopo il divorzio, in un clima di forte conflittualità. Poi, stando a quanto emerso, sarebbe stata restituita soltanto al padre. Un passaggio delicatissimo, arrivato proprio a ridosso della sentenza definitiva di divorzio: un tempo già di per sé carico di tensioni e strappi.

Immagine legata alle ricerche nel Parco nazionale d’Abruzzo per le due sorelle

Secondo quanto emerso, le ragazze non avrebbero accettato l’idea di tornare a vivere con il padre, che aveva avviato un percorso di riavvicinamento dopo aver riottenuto la responsabilità genitoriale. E ci sarebbero lettere che raccontano, nero su bianco, un malessere profondo: la richiesta di restare con la madre e l’angoscia per un possibile trasferimento.

A rendere tutto ancora più doloroso c’è un diario intimo: venticinque pagine fitte di appunti, disegni, foto e lettere scolastiche. Un racconto privato che oggi pesa come una pietra e che la madre, Valentina D’Acunto, stringe tra le mani conoscendolo ormai a memoria. Le figlie glielo avevano consegnato durante gli incontri protetti nella casa famiglia.

Tra quelle righe emerge la fatica della lontananza dagli affetti. «È brutto stare qui senza di voi», scriveva la più grande il primo giorno dell’anno. E poi la promessa, quasi un appiglio per non crollare: «Torneremo a stare tutti insieme». Ma in un’altra pagina lo sconforto prende il sopravvento. Una frase che oggi, con Sarah e Alisya scomparse, suona come un urlo: “Cara mamma, sappi che ti ho voluto sempre bene. Senza di te non ce la faccio più”.

Fotografia collegata alla vicenda delle sorelle scomparse in Abruzzo

Dalle lettere emergerebbe anche un conflitto forte con la figura paterna, Stefano Di Giacinto. Dopo anni di contenziosi, la sospensione della responsabilità genitoriale sarebbe stata revocata, con l’idea di un rientro graduale delle figlie. Una decisione che, secondo i legali, sarebbe andata contro la volontà delle ragazze.

In un testo dal titolo già pesantissimo, “Tutta colpa tua”, Alisya si rivolge al padre con parole durissime: “È colpa tua se noi stiamo qui, noi stiamo male per colpa tua. Ci stai incasinando la vita solo perché non ti sta bene che noi stiamo con mamma”, fino a un “Io non ti perdonerò mai” che racconta tutta la frattura. Al contrario, i quaderni sarebbero pieni di affetto per la madre e per il compagno di lei, Vincenzo, descritto come un vero genitore. E oltre al dolore, le sorelle chiedevano una cosa semplice e enorme: essere ascoltate.

Nella tesina di terza media del 2024, intitolata «I bambini e i diritti dell’infanzia», Alisya scriveva: «Ho scelto questo argomento perché in questo periodo né io né mia sorella veniamo rispettate per le nostre scelte e vorrei che i diritti dei bambini fossero rispettati sempre».

Immagine delle ricerche e dell’indagine sulla scomparsa di Sarah e Alisya

La comunità educativa si trova in una zona montana isolata e, sempre secondo quanto riportato, non avrebbe sistemi di videosorveglianza interni né impianti d’allarme. Un dettaglio che oggi pesa, perché ricostruire gli ultimi minuti diventa complicatissimo.

Secondo una prima ricostruzione, le due sorelle sarebbero uscite da una finestra rotta e priva di inferriate. Ma altre verifiche indicano che potrebbero aver lasciato la struttura passando da una porta. Anche questo aspetto è al centro degli accertamenti.

Le telecamere stradali della zona non avrebbero registrato passaggi utili nelle ore della scomparsa. E i cani molecolari, finora, non sono riusciti a individuare un percorso certo. In queste ore si stanno analizzando le ultime chat e i contatti delle sorelle. Un amico sedicenne di una delle due, ascoltato dai carabinieri, non avrebbe fornito elementi decisivi.

Alisya frequenta l’istituto commerciale a indirizzo turistico di Castel di Sangro, ama il ballo e l’atletica leggera e sogna di diventare criminologa. Il fidanzato coetaneo Joseph avrebbe raccontato che negli ultimi tempi la ragazza sembrava diversa, come se volesse confidare qualcosa senza riuscire a farlo.

Sarah, che frequenta la scuola media di Barrea, è descritta come riservata e molto legata alla sorella maggiore. Sognava di lavorare nel settore dell’estetica. Entrambe vengono ricordate come educate e composte, senza segnali evidenti di una fuga “annunciata”.

Tra i dettagli che emergono c’è anche un episodio che avrebbe segnato profondamente le ragazze: il distacco dai loro due cagnolini Jack Russell. Avrebbero chiesto di portarli in struttura o almeno di rivederli, ma la richiesta non sarebbe stata accolta. Un elemento che, per chi indaga, contribuirebbe a delineare la fragilità emotiva del momento. La madre, Valentina D’Acunto, nelle ultime ore ha rivolto un nuovo appello alle figlie: “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata. Tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme”.

Anche il padre ha lanciato un messaggio, chiedendo alle ragazze di farsi sentire. Intanto sono state effettuate perquisizioni nelle case dei genitori e dei nonni senza esiti, la stanza occupata dalle ragazze in casa famiglia è stata posta sotto sequestro e gli investigatori stanno verificando anche la gestione della struttura, compresi i tempi con cui sarebbe stata comunicata la scomparsa ai familiari. Le indagini dei carabinieri di Castel di Sangro, coordinate dalla Procura di Sulmona, continuano senza escludere alcuna pista. E in Abruzzo, tra boschi e paesi che trattengono il fiato, resta una sola speranza che tutti ripetono come una preghiera: che Sarah e Alisya tornino a casa.


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