La speranza è rimasta viva per giorni, mentre i medici hanno continuato a fare tutto il possibile per salvargli la vita. Attorno a un bambino di appena sei mesi si era stretta un’intera comunità, in attesa di un miglioramento che purtroppo non è mai arrivato. Dopo un lungo ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
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Il piccolo Younes, di origine egiziana, è morto nella notte tra giovedì e venerdì, dopo sei giorni di lotta contro le gravissime lesioni riportate. Il neonato era ricoverato in condizioni disperate fin dal 27 giugno e il suo quadro clinico era apparso da subito estremamente critico. Il decesso segna l’epilogo di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che ha lasciato una famiglia devastata dal dolore.

La dinamica della tragedia e le indagini in corso
Tutto è iniziato all’alba del 27 giugno, intorno alle 5.50, quando la famiglia stava facendo ritorno a Reggio Emilia. A bordo di una Peugeot Partner viaggiavano il nonno di 55 anni, che si trovava al volante, la nonna di 48 anni, la figlia Fatma Ghallad, di 24 anni, i suoi fratelli di 12 e 10 anni e il piccolo Younes. Per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo si è improvvisamente ribaltato lungo l’A14, all’altezza di Borgo Panigale, finendo poi contro il guard rail e arrestando la propria corsa capovolto.

L’impatto è stato devastante. Fatma Ghallad, che occupava il sedile anteriore del passeggero e teneva il figlio in braccio, è morta sul colpo. Durante la violenta carambola il piccolo Younes è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, riportando ferite gravissime. I soccorritori lo hanno trasferito d’urgenza all’ospedale Maggiore, dove l’équipe sanitaria ha tentato senza sosta di salvargli la vita, ma ogni sforzo si è rivelato vano.

La notizia della morte del bambino è stata comunicata per prima dai familiari attraverso un messaggio pubblicato sui social. Nel post, scritto in arabo, hanno espresso tutto il loro dolore con parole cariche di commozione: “Gli occhi versano lacrime, il cuore è colmo di tristezza, e siamo addolorati per la loro perdita”. Un messaggio accompagnato anche da una preghiera, mentre amici e conoscenti hanno lasciato numerosi messaggi di cordoglio.
Intanto proseguono gli accertamenti della Polstrada, impegnata a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Come atto dovuto a tutela delle garanzie difensive, il nonno di 55 anni, che guidava il mezzo al momento dello schianto, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. L’inchiesta dovrà chiarire quali siano state le cause che hanno provocato il drammatico incidente costato la vita prima alla giovane madre e, sei giorni dopo, anche al piccolo Younes.


