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“Ho consegnato tutto”. Garlasco, Marco Poggi lo ammette davanti ai magistrati

  • Italia
marco poggi inguaia sempio

“Quarto Grado” è tornato in onda venerdì 3 luglio 2026 su Rete 4 con una puntata interamente attraversata da un filo delicatissimo: la memoria. Il titolo scelto, “Ricordi”, non è apparso casuale, perché Gianluigi Nuzzi ha insistito proprio sul peso che alcuni dettagli riaffiorati potrebbero avere nella nuova fase dell’inchiesta sul caso Garlasco e sull’omicidio di Chiara Poggi.

>> Garlasco, foto bomba di Alberto Stasi: cosa sta succedendo

Ma accanto ai ricordi ci sono anche i vuoti, le esitazioni, le frasi ripetute davanti agli investigatori. In studio si è parlato infatti anche dei “Non ricordo”, espressione legata al Colonnello Cassese, presente in trasmissione e oggi indagato proprio per le numerose volte in cui avrebbe usato quelle parole durante un interrogatorio sostenuto un anno fa.

Primo piano di Marco Poggi in una foto di repertorio


Le foto riemerse e il nodo del computer di casa Poggi

La puntata ha poi acceso i riflettori su un elemento emerso solo di recente: alcune immagini scattate da una collega di Chiara Poggi durante una vacanza a Fuerteventura. Il 31 agosto 2006, alle 21.55, dal Pc di casa Poggi sarebbero state inviate ad Alberto Stasi tre foto: nella prima si vede una ragazza in costume, nella seconda una donna nuda in spiaggia, nella terza la prima ragazza a cena abbracciata a un uomo.

Il punto centrale diventa allora capire chi stesse utilizzando quel computer. Secondo Dal Checco, consulente informatico della Procura, le ipotesi sarebbero due: a mandare quelle immagini potrebbe essere stata Chiara, oppure il fratello Marco, da solo o insieme a qualcun altro. In questa seconda ricostruzione, qualcuno avrebbe potuto fingersi Chiara nel dialogo con Stasi, fino a farsi inviare da lui fotografie intime.

Il dubbio nasce anche da una chiavetta Usb blu, attraverso cui le immagini sarebbero arrivate sul computer di Chiara. Negli atti della precedente inchiesta si sostiene che quella pen drive fosse in uso a Marco Poggi. Alle 14.11 del 31 agosto 2006, su quel dispositivo viene caricata la cartella “Fuerteventura”, con 100 immagini della vacanza alle Canarie di una ragazza bionda, poi copiate la sera stessa sul Pc di casa Poggi con il nome di “Cri a Fueteventura”.

Marco Poggi, ascoltato dagli inquirenti lo scorso 6 maggio, aveva spiegato: “Non era necessariamente mia, ma l’ho consegnata io. Mi ricordo di quella cartella, sono andato recentemente a rivedere le foto di Chiara che c’erano, ho visto che erano foto di una collega di Chiara. Presumibilmente quelle foto le ha salvate lei”. Da qui il passaggio più delicato: in tarda serata Chiara avrebbe condiviso alcune immagini con Stasi, che in risposta avrebbe inviato foto di sé in intimo femminile, forse nell’ambito di un gioco privato tra fidanzati. Il consulente della Procura, però, non esclude l’ipotesi dell’inganno. Su questo punto Cataliotti ha replicato: “Dal Checco sbaglia, come capita spesso i tecnici si occupano dell’incarico solo della loro materia, senza guardare altro. Lui doveva mischiare quel dato con quelli tecnici, così da avere la risposta”.


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