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Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini

Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini: cosa ha detto di lei

  • Italia

Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini. È un fiume in piena lo storico leader di An, ospite di “Mezzora in più” su Raitre, con Lucia Annunziata. L’ex politico ha voluto dire cosa pensa del nuovo governo e dei due più illustri rappresentanti: Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, due suoi fedelissimi di un tempo. “Giorgia Meloni non ha bisogno di essere ispirata. Ho detto alla stampa estera che la realtà della destra italiana era diversa da quella che veniva rappresentata, di aver votato per lei e lo confermo.

Posso dire che c’è stato chi ha aperto una rotta e poi è toccato ad altri, ai più giovani, percorrerla. Meloni e Ignazio La Russa avevano ragione e io avevo torto io”. Fini ripercorre le sue ultime tappe all’interno del Pdl: “meloni e La Russa non mi seguono quando vengo estromesso dal Pdl e danno vita alla Casa della destra: io non ci credevo. Quando nacque FdI c’era scetticismo totale a destra, io per primo dicevo: me dove vanno?”. Abbiamo invece visto come se la sono cavata. Poi arrivano parole dure anche per Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

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Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini


Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini

Sul leader di Fi dice “che non è più il dominus, che in qualche modo il sovrano ha perso lo scettro a vantaggio di una donna che da quando era ragazzina ha masticato pane e politica”, ha detto Fini. Berlusconi, ha riconosciuto il fondatore di An, “non è un irresponsabile, basta vedere i ministri di Forza Italia, penso ad Antonio Tajani, che danno ampia garanzia di continuità nell’azione di governo”.

Giorgia Meloni, torna a parlare Gianfranco Fini

Poi su Matteo Salvini dice di vederlo inquieto: “Come si fa a non essere inquieto quando si perdono tanti voti. Salvini avverte la responsabilità di aver avuto la fiducia del partito dopo le elezioni, il voto è stato uno shock. L’inquietudine lo porta ad alzare le bandiere identitarie”.

Ma è sui diritti civili e sull’utilizzo delle mascherine anti-Covid che Fini non risparmia critiche alla nuova premier: “Il governo farebbe meglio a non occuparsi di temi come quello legato ai diritti civili e a lasciare che se ne occupi il Parlamento. Si tratta di una materia delicata, soprattutto quando si agisce sulla famiglia e sui diritti omosessuali”. Infine sulla sanità: “Le mascherine anti-Covid rimangano obbligatorie negli ospedali”.

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