Da settimane il nuovo filone investigativo sul delitto di Garlasco continua ad alimentare interrogativi, indiscrezioni e tensioni mediatiche. L’indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio sta infatti entrando in una fase sempre più delicata, mentre gli inquirenti stanno passando al setaccio una lunga serie di elementi raccolti negli ultimi mesi. Sullo sfondo resta sempre l’omicidio di Chiara Poggi, uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi decenni in Italia.
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Nelle ultime ore l’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata ancora una volta su conversazioni captate durante le attività tecniche disposte dagli inquirenti. Materiale che, secondo chi indaga, potrebbe aiutare a ricostruire meglio alcuni passaggi rimasti oscuri per anni. Un quadro che continua a intrecciarsi anche con la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata.

Garlasco, le ultime scoperte
Secondo quanto emerge dagli atti depositati nell’inchiesta, gli investigatori avrebbero acquisito una nuova intercettazione ambientale registrata mentre Andrea Sempio si trovava da solo all’interno della propria auto. Si tratta, ancora una volta, di un lungo monologo pronunciato a bassa voce a bordo della sua Fiat Panda. Ed è proprio il contenuto di alcune frasi ad aver attirato l’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano.

Tra i passaggi ritenuti più significativi dagli inquirenti ci sarebbe una frase pronunciata il 12 maggio 2025 e successivamente inserita nelle informative investigative: “Quando sono andato io… il sangue c’era”. Secondo gli investigatori, quel riferimento potrebbe essere compatibile con l’espressione “quando sono andato via io”, interpretazione che avrebbe inevitabilmente acceso nuovi sospetti sulla presenza dell’indagato nella villetta di Garlasco.

L’intercettazione, stando a quanto trapelato, ruoterebbe attorno al tema delle tracce ematiche presenti sulla scena del crimine e alle scarpe di Alberto Stasi. Nel corso del monologo, infatti, Sempio rifletterebbe sulle consulenze tecniche e sulle ricostruzioni processuali sviluppate negli anni attorno alla possibilità che Stasi abbia attraversato l’abitazione senza sporcarsi le scarpe. Nei verbali compare anche un altro passaggio ritenuto centrale: “Lui dice di non aver inc… con i piedi… eh va beh ma allora non c’era tutto quel sangue… quando sono andato io il sangue c’era…”.
Per gli investigatori, il senso complessivo del discorso sarebbe incompatibile con la versione fornita negli anni da Stasi, secondo cui il sangue presente nella casa sarebbe stato ormai secco nel momento del suo ingresso. Gli inquirenti ritengono inoltre che questa nuova registrazione confermi una modalità già emersa durante le attività investigative: quella di parlare da solo in auto affrontando temi considerati cruciali per l’inchiesta senza sapere di essere intercettato.
Non sarebbe infatti la prima volta che gli audio captati all’interno della vettura finiscono al centro dell’attenzione investigativa. Già nel 2017, sempre secondo gli atti, Sempio avrebbe pronunciato riferimenti relativi alla presunta corruzione di alcuni carabinieri di Pavia, vicenda che oggi è oggetto di un’indagine parallela della Procura di Brescia. A questo si aggiungono altre intercettazioni finite negli atti nei mesi scorsi, comprese quelle in cui, secondo gli investigatori, l’indagato imitava una voce femminile simulando telefonate con Chiara Poggi e parlando di presunti video intimi tra la ragazza e Alberto Stasi.
La difesa di Andrea Sempio, però, continua a respingere con forza ogni interpretazione accusatoria degli audio. Gli avvocati sostengono che quei monologhi non rappresentino confessioni né ammissioni implicite, ma semplici rielaborazioni di contenuti ascoltati nel tempo tra programmi televisivi, podcast e dibattiti mediatici sul delitto di Garlasco. Secondo questa linea difensiva, anche le frasi considerate più controverse sarebbero soltanto una sorta di “scimmiottatura” di ricostruzioni circolate negli anni, prive di qualsiasi reale collegamento con la scena del crimine.


