La missione della Global Sumud Flotilla, partita con l’obiettivo di rompere l’assedio che da anni Israele impone a Gaza, è stata quasi interamente smantellata dall’esercito israeliano. La flottiglia, composta in origine da 44 imbarcazioni con a bordo attivisti, parlamentari e volontari provenienti da diversi Paesi, aveva cercato di raggiungere la Striscia per consegnare aiuti umanitari e dare un segnale politico contro il blocco navale. Nelle ultime ore gran parte delle navi è stata intercettata e decine di persone sono state arrestate dalle autorità israeliane. Nonostante questo, non tutte le speranze sembrano svanite: secondo quanto riportato da Al Jazeera, una delle imbarcazioni sarebbe ancora in navigazione verso la costa palestinese.
Si tratta della Marinette, battente bandiera polacca e con un equipaggio internazionale composto da sei persone. Lo yacht, rimasto isolato dopo un’avaria al motore che lo aveva fatto rallentare rispetto al gruppo principale, è ora l’unico mezzo rimasto operativo della Flotilla. A confermarlo è stato lo stesso capitano, un australiano che si è presentato solo con il nome di Cameron, in una videochiamata con gli organizzatori nella tarda serata di ieri. La sua determinazione a proseguire la rotta ha acceso nuove discussioni sui social e nelle comunità solidali con la causa palestinese, che vedono nella Marinette l’ultima possibilità di portare avanti la missione originaria.

Flotilla, la notizia dalla Farnesina
Intanto, sul fronte politico-diplomatico, sono arrivati aggiornamenti importanti dall’Italia. Sono stati liberati i quattro parlamentari italiani che avevano preso parte alla Flotilla e che erano stati fermati dalle autorità israeliane mentre cercavano di avvicinarsi alla costa di Gaza. Si tratta del senatore Marco Croatti, dell’eurodeputata Annalisa Corrado, del deputato Arturo Scotto e dell’eurodeputata Benedetta Scuderi.

La loro liberazione è stata confermata da una nota ufficiale della Farnesina, che ha spiegato come i parlamentari siano stati trasferiti e che nelle prossime ore, precisamente alle 10, verranno imbarcati su un volo diretto a Roma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nelle ultime ore aveva intensificato i contatti con il collega israeliano Gideon Sàar, aveva chiesto a più riprese il rilascio immediato dei rappresentanti italiani, sottolineando la delicatezza della vicenda e la necessità di una soluzione rapida.

Il fermo dei parlamentari aveva destato grande preoccupazione anche in Italia, dove già ieri erano arrivate richieste di chiarimenti e interventi urgenti. La vicenda ha riacceso il dibattito politico sul ruolo dell’Italia nei confronti della crisi mediorientale e sull’opportunità della partecipazione di esponenti istituzionali a missioni così controverse.
Ora l’attenzione resta puntata sulla Marinette, che continua la sua lenta avanzata in direzione della Striscia. La sorte della barca, e quella dei suoi sei membri di equipaggio, resta incerta, ma il suo viaggio assume un valore altamente simbolico: rappresenta la resistenza di una missione che, pur decimata, non ha rinunciato al proprio obiettivo.


