Il caso Nicole Minetti entra in una fase ancora più delicata. La Procura Generale di Milano ha avviato nuovi controlli, questa volta anche attraverso l’Interpol, per ricostruire ogni passaggio legato alla grazia concessa all’ex igienista dentale ed ex consigliera regionale lombarda. A confermarlo è stato il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa: “Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza – dice all’Ansa il pg – Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi”.
Gli accertamenti, spiegano dagli uffici giudiziari milanesi, riguarderanno sia l’Italia sia l’estero. Nel mirino ci sono i documenti sanitari, le circostanze dell’adozione e altri passaggi citati dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. “Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria”, ha aggiunto Brusa.

Interpol e nuove verifiche sul caso Minetti
La novità, rispetto ai primi controlli, è l’ampiezza del mandato. “Abbiamo ricevuto dal ministero un’autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione”, dice ancora il procuratore. Sul precedente incarico ricevuto dal ministero della Giustizia, Brusa ha chiarito: “Il ministero, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti. Questa volta non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi”.
La Procura Generale vuole acquisire informazioni e documenti anche dall’Uruguay, compresi quelli del Tribunale locale sulla causa per il minore, e su tutte le persone citate nella vicenda: la stessa Nicole Minetti, il compagno Giuseppe Cipriani e gli altri soggetti coinvolti. Intanto il professor Luca Denaro, direttore dell’Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell’Azienda Ospedale Università Padova, “ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino”.

Le verifiche sono partite dopo la richiesta del Quirinale al ministero della Giustizia, che aveva sollecitato “verifiche urgenti”. Al momento la grazia a Nicole Minetti non risulta sospesa né annullata, ma gli esiti potrebbero cambiare il quadro. Lo ha confermato la procuratrice generale Francesca Nanni, spiegando che gli accertamenti “potrebbero portare ad una modifica del nostro parere”. Nanni e Brusa hanno poi precisato: “Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l’interesse di tutti è chiarire i fatti indicati”.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ansa, se l’istanza di grazia dovesse risultare fondata su elementi incongruenti o non veritieri, gli atti saranno trasmessi alla Procura per l’apertura di una possibile indagine a carico dell’ex igienista dentale. Tra i controlli affidati all’Interpol ci sarebbero anche quelli sul periodo in cui Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza. Vista l’urgenza, Brusa avrebbe chiesto di ricevere aggiornamenti anche in caso di esiti parziali.


