Ecco perché Gallipoli è diventata patria del turismo trash

Dopo la foto del sesso in spiaggia che ha fatto il giro del web mettendo in cattiva luce la splendida città salentina, il sindaco Francesco Errico ha voluto dire la sua affidandosi a un’intervista su Repubblica. Gallipoli, spiega il primo cittadino, diventa terra di nessuno. Ci sono garage e cantine affittati come case vacanze, terrazze su cui vengono allestite le tende, case di due stanze in cui si fanno dormire dieci persone. Nel caos dell’estate gallipolina – caratterizzata da proteste vibranti della popolazione – una parte di responsabilità per il dilagare di un turismo folle e sregolato, viene attribuita anche a cittadini e operatori turistici che puntano solo al guadagno. E punta anche il dito contro i più giovani che, spiega, sono stati la vera croce del mese di agosto: stipati a decine in appartamenti affittati in nero, nella settimana di Ferragosto non hanno avuto remore neppure ad accamparsi con le tende sulle spiagge e nei pressi del Parco Gondar, dove una tre giorni di concerti di livello ha attirato migliaia di persone tra fiumi di alcol. «Anche questa concentrazione di eventi nel week-end forse è stata un errore  e spero che l’anno prossimo riusciremo ad evitarlo». E i cittadini, esasperati, la pensano come lui.


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