Covid, la seconda ondata del virus mette ancora a dura prova interi Paesi Non solo lockdown e misure restrittive, ma anche accese polemiche in seguito alle decisioni governative. A tal proposito su Il Corriere della Sera appare un’interessante intervista rilasciata dall’epidemiologa, già a capo del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, Stefania Salmaso.
Le previsioni sul numero di contagi in vista delle festività natalizie non rassicurano: “Ci sono proiezioni che indicano che il picco potrà arrivare verso la metà di dicembre, ma sono supposizioni che vanno prese con mille molle. Può succedere, ma potrebbe anche non succedere: ci sono moltissime variabili in gioco e ogni ipotesi è un azzardo. La speranza è che a un certo punto riusciremo a fare quello che è stato fatto da fine aprile-maggio, per tornare con un Rt pari a 1”. (Continua a leggere dopo la foto).

Infatti l’esperta si esprime con chiarezza: “Abbiamo un tasso di riproduzione medio intorno all’1,5 e sta proseguendo una crescita progressiva, nelle ultime due settimane esponenziale. Adesso abbiamo un tempo di raddoppio di 6-7 giorni. Se consideriamo gli oltre 26 mila casi di ieri vuol dire che la settimana prossima, con questa crescita arriveremo a oltre 50 mila casi, centomila in un paio di settimane. Questo però non deve gettarci nel panico ma indurci alla massima cautela”. (Continua a leggere dopo la foto).
Le riflessioni esposte dalla Salmaso proseguono: “Per ora l’infezione sembra concentrata nei giovani adulti e adolescenti che probabilmente in questo momento stanno trainando la diffusione della pandemia. Se il contagio dovesse entrare nella fascia di età più avanzata è chiaro che ci aspetteremmo un incremento del numero di decessi e di ricoveri di casi più severi, ed è normale che più il virus circola tra la popolazione normale più ha la possibilità di raggiungere le persone fragili”. (Continua a leggere dopo le foto).

E non troppo distante dalla posizione della collega sulla possibilità di un picco in periodo natalizio, anche Poalo Bonanni, epidemiologo e professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze, ha precisato: “È ragionevole pensare che possa succedere, ma potrebbe anche non succedere: ci sono moltissime variabili in gioco e ogni ipotesi è un azzardo. La speranza è che a un certo punto riusciremo a fare quello che è stato fatto da fine aprile-maggio, per tornare con un Rt pari a 1. Potremo così vedere la discesa dopo un periodo in cui il numero dei contagi quotidiani resta stabile, il plateau che abbiamo conosciuto nella scorsa ondata, tipico di un virus che ha un periodo di incubazione lungo come Sars-CoV-2”.
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