“Inverno, ultima battaglia”. Fabrizio Pregliasco su vaccini e green pass, qual è la situazione

Emergenza sanitaria, la diffusione del virus non si arresta e a spiegare i motivi i due esperti durante una lunga intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. Una campagna vaccinale che ha dato i suoi risultati, eppure in Italia ancora qualche rischio c’è. A parlare in merito a questo i due esperti Andrea Crisanti e Fabrizio Pregliasco.

Primo argomento dibattuto quello sull’immunità di gregge che secondo quanto affermato da Andrea Crisanti si dovrebbe avere “l’85 per cento della popolazione protetta ma il vaccino dura solo sei mesi e la maggior parte delle vaccinazioni risale ad aprile-luglio, quelle persone dovrebbero essere rivaccinate”.

Andrea Crisanti Fabrizio Pregliasco rischio Italia motivo

Per Fabrizio Pregliasco l’immunità di massa si raggiunge “forse con il 90 per cento di vaccinati compresi i minori di 12 anni. Ma sulla vaccinazione dei figli più piccoli si è diffusa una certa paura”. E per il direttore della Microbiologia dell’Università di Padova Crisanti su questo aspetto esiste un motivo “politico”.


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“La maggior parte delle vaccinazioni risale ad aprile-luglio, quelle persone dovrebbero essere rivaccinate: dovremmo fare otto milioni di vaccinazioni al mese per sei mesi per avere 48 milioni di persone protette”. Crisanti aggiunge sulla la terza dose: “se dobbiamo proteggere il nostro sistema sanitario dobbiamo farla ad anziani, ospiti delle Rsa, malati oncologici e le altre persone fragili, come si sta già facendo, ma non basta”.

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“Finché avremo 10 milioni di non vaccinati il virus si trasmetterà, continuerà a circolare”, e ancora: “stiamo cercando di guadagnare tempo in attesa di un vaccino più efficace e di farmaci più efficaci, come con il lockdown. Oggi abbiamo un vaccino che funziona solo un po’. La battaglia è questa, siamo ancora in trincea”. Al contempo sottolinea Pregliasco: “L’inverno potrebbe essere l’ultima battaglia, la vinceremo salvo che emerga una variante virale strampalata, più cattiva, ma non è così probabile”.