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“Così sono arrivati a Sempio”. Garlasco, svolta decisiva nel caso

  • Italia

Il caso di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, in un momento che molti osservatori definiscono cruciale per le nuove indagini. Negli ultimi giorni la Procura di Pavia ha accelerato su una serie di verifiche considerate fondamentali, con nuovi ascolti, consulenze tecniche e approfondimenti che stanno riportando sotto la lente dettagli rimasti per anni sullo sfondo. Al centro di tutto ci sarebbero non solo le dichiarazioni raccolte dagli investigatori, ma soprattutto alcuni elementi informatici che potrebbero cambiare la prospettiva dell’intera inchiesta.

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In queste ore particolare attenzione è stata rivolta a Marco Poggi, fratello di Chiara, convocato nuovamente dagli inquirenti. Secondo quanto emerso durante la trasmissione Ore 14 di Milo Infante su Rai2, all’uomo sarebbero stati fatti ascoltare alcuni audio legati alle nuove acquisizioni investigative. Gli investigatori starebbero cercando di chiarire definitivamente il ruolo di alcune conversazioni e soprattutto il tema dei video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, un elemento che nelle ultime settimane è tornato improvvisamente centrale.


Garlasco, le indagini verso una svolta

A spiegare i nuovi dettagli è stata l’inviata della trasmissione, che ha ricostruito uno scenario destinato inevitabilmente a far discutere. “Ora sappiamo sia stata posta importanza ai video intimi presenti nel computer della casa che lui usava abitualmente. Nel settembre 2006 vede una conversazione tra Chiara e Alberto dove i due si scambiano un video intimo, lui ne parla un anno dopo, questo significa che lui fosse a conoscenza dell’esistenza dei filmati. Finora ha negato di averli visti, pur avendone intuito il contenuto, oggi lo avrebbero chiesto nuovamente, lui ha negato ancora”.

Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito anche in studio. Milo Infante ha infatti aggiunto un particolare ritenuto delicatissimo dagli investigatori: “C’è il momento in cui lui ne parla al funerale chiedendone conto ad Alberto Stasi. Erano video intimi, non potevano essere veicolati all’interno della famiglia”. Un passaggio che, secondo diversi commentatori, dimostrerebbe quanto il tema dei contenuti presenti sui computer fosse già noto nell’ambiente vicino alla famiglia Poggi subito dopo il delitto.

Il giornalista Luca Fazzo ha poi avanzato un’ipotesi su ciò che potrebbe contenere l’audio fatto ascoltare a Marco Poggi. “Probabilmente qualcosa di nuova, vedi ci stiamo avvicinando a capire quello che loro hanno in mano e che siano quindi sulla strada giusta”. Ed è proprio questa sensazione di una possibile svolta a dominare le ultime ore: gli investigatori sembrano convinti che l’incrocio tra dati informatici, vecchi supporti digitali e testimonianze possa finalmente aprire scenari rimasti inesplorati per quasi vent’anni.

Nella seconda parte dell’inchiesta torna infatti con forza il tema della chiavetta usb, considerata oggi uno degli elementi più enigmatici dell’intero fascicolo. Rita Cavallaro ha ricordato un dettaglio che potrebbe assumere un peso enorme: “Sappiamo dell’esistenza di una chiavetta, dove questi video sono transitati e poi cancellati, la stessa trovata nel cestino di casa dove c’erano il cellulare di Chiara e le chiavi di casa. E’ la prima chiave insieme ai computer manomessa il giorno 14″. Una circostanza che riporta l’attenzione sulle operazioni effettuate sui dispositivi elettronici subito dopo il delitto.

Secondo la giornalista, la svolta al caso e il possibile movente sarebbero arrivati proprio grazie all’incrocio dei dati recuperati da diversi dispositivi sequestrati negli anni. “Si sarebbe arrivati al movente con un incrocio di dati tra l’hard disk sequestrato a Sempio, il PC di Chiara e quelli rinvenuti dagli amici. Si poteva arrivare a questo il giorno dopo, bastava chiedere a Sempio dove fosse, invece gli chiedono solo delle telefonate. Non possiamo dire lasciamo tutto così”. Una riflessione pesantissima, che riapre inevitabilmente anche il dibattito sulle prime fasi investigative del caso.

Nel frattempo Marco Poggi continua a difendere Andrea Sempio e a ribadire la propria posizione. “Non è colpevole”, avrebbe detto ancora una volta, pur davanti alle contestazioni legate al DNA trovato sotto le unghie di Chiara. Una presa di posizione che ha suscitato nuove discussioni in studio. Lautone ha osservato: “Trovo sempre strano che la famiglia, compreso Marco difenda chi è indagato, come fai a dirlo? Se tua sorella è morta vorresti sapere chi l’ha ammazzata”. Un ragionamento che fotografa perfettamente il clima di tensione che circonda questa nuova fase dell’inchiesta.

A chiudere il cerchio è stata ancora l’analisi di Milo Infante, convinto che la convocazione di Marco Poggi non sia stata affatto casuale. “La sensazione è che abbiano calato una carta importante con Marco Poggi, non lo fai venire dal luogo di residenza a Pavia per chiedere solo dei dubbi. Lui è importante perché le cose sono avvenute in sua assenza o in sua presenza. Sempio ha potuto visualizzare o mettere le mani sui video di Alberto e Chiara? La domanda ora può essere fatta sulla base delle evidenze nelle consulenze”. Ed è proprio attorno a questa domanda che le nuove indagini sembrano ora ruotare.


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