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Si allunga la cassa integrazione, la decisione del governo. Cosa cambia

Emergenza coronavirus, il governo pronto a intervenire sul lavoro. Migliaia i posti traballanti dopo la ripresa dei contagi. La soluzione studiata dal governo punta a implementare l’assistenzialismo delle cassa integrazione per altre 9 settimane dal 16 novembre al 28 febbraio. Per le imprese che sceglieranno di adottare il sostegno statale scatterà il divieto di licenziamento.

Una soluzione tampone, non diversa dalle altre misure di intervento statale soddisfacenti nel primo periofo neglette nel lungo, che al momento si pone come l’unica soluzione per salvare i lavoratori dal licenziamento i lavoratori, il blocco dei quali era stato generalizzato dal 23 febbraio, data di entrata in vigore, allo scorso 17 agosto. Poi, con il dl Agosto, è diventato flessibile. Dal punto di vista temporale, perché legato all’utilizzo delle 18 settimane di ammortizzatori sociali introdotte proprio dal dl Agosto o dell’esonero contributivo previsto come alternativa alla cassa. Continua dopo a foto


Tra le altre conferme, anche meccanismi che ancorano il contributo richiesto alle aziende alla perdita di fatturato: ad oggi, la cassa è gratis solo per chi ha perso più del 20% di fatturato, mentre prevede un contributo del 9 o 18% rispettivamente per chi ha perso meno di quella soglia o non ha perso niente. Intanto la situazione contagi è in rapida evoluzione. Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e virologia dell’università di Padova a Mattino Cinque non ha usato mezzi termini. Continua dopo la foto


“Non si riesce a fare tracciamento sul territorio e non si riesce ad arrestare la trasmissione. Siamo arrivati al punto di rottura in cui le misure non funzionano più. Non dobbiamo guardare i casi di ogni giorno, dobbiamo guardare i casi e le persone che riusciamo a isolare: una persona ha in genere 10-15 contatti, noi siamo al di sotto di un rapporto 1:1. Se una persona si infetta, nei precedenti 5 giorni ha incontrato 10-15 persone. Bisogna intercettare la maggior parte di queste persone e tutto questo non accade. Farei uno stress test sull’app Immuni per capire se funziona”, aggiunge. Continua dopo la foto

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“Non mi voglio intromettere in una decisione politica, ma è giunto il momento di capire cosa sta succedendo nelle scuole”, dice dopo il provvedimento con cui Vincenzo De Luca, governatore della Campania, ha disposto la chiusura delle scuole. “Ora abbiamo i test rapidi, dovremmo usarli per campionare. Ci viene detto che nelle scuole ci sono stati 1500 casi: è preoccupante, se pensiamo che tra i bambini sono l’1%. I test rapidi sono un po’ meno efficaci, ma sono validi per questa situazione: se facciamo i test rapidi a scuola, possiamo vedere se c’è trasmissione. Poi, se vogliamo vedere quanti sono gli infetti, bisogna eseguire test più accurati”.

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