Nell’occhio del ciclone l’Irccs San Raffaele alla Pisana, Roma, a causa dello scoppio inatteso di un focolaio di Coronavirus, un quadretto dipinto proprio nel momento in cui la Regione Lazio credeva di aver finalmente arginato i contagi. Nella giornata di domenica, si sono succeduti numeri su numeri e scambiate accuse tra enti come Asl e Regione da una parte, e istituto ospedaliero San Raffaele dall’altra. Durante la serata del 7 giugno, si è attestato un primo bilancio ufficiale, anche se purtroppo non definitivo. Tamponi effettuati su oltre 700 persone di cui 300 pazienti e più di 400 operatori sanitari, ad essere risultati positivi in 37, trasferiti subito in altre strutture. Il San Raffaele della Pisana a Roma è diventato zona rossa. (Continua dopo la foto)

I casi accreditati finora e riconducibili al giovane focolaio sono 31: 20 pazienti, 9 dipendenti e 2 persone esterne alla struttura, congiunti del personale sanitario. Il via alle operazioni di trasferimento: 18 pazienti già trasportati presso altre strutture, 2 in attesa. Registrato il primo decesso, uomo con Parkinson e diabete risultato positivo al tampone, a comunicarlo la Sanità della Regione Lazio. Il Commissario straordinario della Asl Roma 3, Giuseppe Quintavalle, specifica: “La struttura sta dando tutta la collaborazione necessaria alla Asl, che nella giornata odierna ha disposto un affiancamento della direzione sanitaria per consentire un miglior supporto per il contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento. Al momento l’ipotesi più accreditata è che il virus sia stato diffuso tramite gli operatori sanitari, ma si resta in attesa della conclusione dell’indagine epidemiologica”. Un’affermazione similare a quella già diramata nelle scorse ora dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, che aveva sostenuto fin subito che l’ipotesi maggiormente accreditata circa il caso indice fosse riferita ad alcuni operatori. (Continua dopo la foto)
Ad essere sottoposto ad esame mediante tampone, sarà tutto l’intero corpo sanitario dell’Irccs San Raffaele della Pisana , includendo i consulenti, gli esterni e anche i pazienti dimessi nelle ultime due settimane. Un’indagine epidemiologica approfondita e attuata con l’intervento di sei squadre presenti oggi, martedì 9 giugno, sul posto. La Asl dal canto suo non resta ferma richiedendo all’Irccs San Raffaele gli elenchi degli accessi a partire dal primo aprile 2020, il piano presenze di tutti i lavoratori dell’ospedale e il registro della rilevazione delle temperature. (Continua dopo la foto)
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