L’Università di Genova un team multidisciplinare, composto da infettivologi, esperti di sistemi complessi e informatici, ha messo a punto un modello numerico che sta dando risultati promettenti. Ogni giorno i numeri che raccontano il coronavirus in Italia hanno un margine di errore minimo e grazie a questo lavoro il team ha reso noto il nuovo studio che rimanda di circa dieci giorni il picco
dell’epidemia.
Secondo il nuovo studio il picco si avrà intorno al 23-25 marzo. Il tutto è basato anche sul comportamento corretto degli italiani, che dovranno attenersi alle misure drastiche che tutti stanno sperimentando nel lavoro e nella vita personale, quelle del Dpcm varato lo scorso 11 Marzo e che coincidono tutto sommato con il “metodo cinese”. (Continua a leggere dopo la foto)

“E comunque, aver superato il picco non vorrà dire essere usciti dall’emergenza ma solo che l’epidemia ha iniziato a rallentare e che di li a pochi giorni raggiungeremo anche il picco di saturazione delle unità di terapia intensiva e media, con sbilanciamenti regionali significativi”, spiega a La Repubblica Flavio Tonelli, professore di Simulazione dei sitemi complessi all’Università del capoluogo ligure, che ha realizzato il modello insieme a Andrea De Maria, professore di Malattie infettive presso lo stesso ateneo, e dall’esperto di sviluppo di modelli software Agostino Banchi amministratore di Helpy srl.
Il simulatore creato dagli esperti genovesi, che ora conta su un team di una dozzina di specialisti, indica la strada per vincere, nel più breve tempo possibile, l’aggressività del Covid-19: applicare le stesse regole e gli stessi accorgimenti che hanno consentito a Wuhan di neutralizzare la diffusione esponenziale del virus. (Continua a leggere dopo la foto)
Le misure di “distanziamento sociale” del governo sono state introdotte tra le variabili del modello degli studiosi genovesi, i quali hanno elaborato tre possibili scenari per l’evoluzione dell’epidemia.
Come spiega La Repubblica “il primo basato su parametri in grado di riprodurre valori e dinamiche utilizzati dalla Ragioneria di Stato per chiedere alla Ue la deroga sul patto di stabilità. Il secondo, più ottimistico, immaginando una stretta osservanza da parte degli italiani delle norme di contenimento del virus a livelli di isolamento “cinese”. Il terzo, peggiorativo, assumendo invece che molti non rispettino la consegna dell’ #iorestoacasa”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E ancora: “Nel primo caso (scenario base) il picco sarebbe raggiunto il 17 marzo con un numero di nuovi contagiati giornalieri di 4500 (ieri erano 3233). Nel secondo (scenario peggiorativo) il picco si toccherà il 23 marzo con oltre 5000 nuovi casi giornalieri e una decrescita del contagio assai più lenta. Nel terzo (scenario migliorativo) il picco sarebbe stato previsto per il 17 marzo con poco più di 4000 nuovi casi al giorno”.
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