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Coronavirus Italia, nuove zone rosse e limitazioni in arrivo. La situazione

  • Italia

Coronavirus, cresce la paura a Palermo. La zona rossa nelle 4 strutture di Biagio Conte potrebbero non essere le sole. A quanto si apprende infatti la decisione presa potrebbe essere solo il preludio di altri simili provvedimenti che potrebbero arrivare nei prossimi giorni: nuove ordinanze, nuove aree isolate e forse anche nuove regole comportamentali per contenere la diffusione del Coronavirus.

Il 30 settembre, come scrive Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia in edicola, scade l’ultima ordinanza firmata da Musumeci sulla gestione sanitaria e nel rinnovo sarà contenuta la possibilità, in presenza di alcune condizioni, di attivare zone rosse rapidamente in modo da circoscrivere la possibilità di movimento di chi risulta contagiato. Non riguarderanno interi comuni, ma solo strade o quartieri dove si rileva la presenza di un focolaio. Continua dopo la foto


Ampie zone rosse come accadeva ai tempi del lockdown, dunque, sembrano essere escluse, e dello stesso avviso è il governo. La nuova ordinanza, che verrà emessa dopo un confronto con gli altri presidenti di Regione, potrebbe prevedere invece nuove misure comportamentali per cercare di arginare il più possibile la veicolazione del virus. Continua dopo la foto


Sulla possibilità di un nuovo lockdown si era espresso nei giorni scorsi Matteo Bassetti, il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando la possibilità, visto l’aumento progressivo dei casi in Italia, del ritorno a zone rosse e lockdown localizzati.”Arrivare a pensare solo lontanamente ad un lockdown è anacronistico. Valutiamo caso per caso, poi non lo chiamerei così ma rinforzo delle misure di contenimento”. Continua dopo la foto


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E ancora: “La chiusura totale di marzo-aprile non avverrà mai più, oggi l’Italia non è in pericolo: 200 persone in terapia intensiva su 50mila casi vuole dire 0,5% del totale di pazienti che hanno una malattia leggermente più grave. Alcune Regioni, al Sud, mi dicono che hanno problemi. Forse perché nei mesi di calo dei casi invece di fare le ‘formiche’ hanno fatto le ‘cicale’, pochi casi non posso mettere in difficoltà un reparto di terapia intensiva – osserva Bassetti – Ora occorre tamponare chi ne ha bisogno, se ci sono realtà dove scoppiano focolai si può intervenire con inasprimento delle misure di controllo e di contenimento. Ma non guardiamo al lockdown deciso in Israele, è una situazione completamente diversa dalla nostra. Anche in Francia e in Inghilterra stanno inasprendo le misure di contenimento ma non chiudono nulla. Minacciare chiusure domani non fa ottenere nulla – conclude l’infettivologo – occorre spiegare alle persone cosa fare. Dobbiamo far sì che tutti si convincano della bontà delle misure che proponiamo, dialogare di più e imporre di meno”.

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