Coronavirus, 1084 guariti. 2648 positivi in più (35.713 totali). 475 decessi . Il dato peggiore in Lombardia. In un giorno, secondo i dati diffusi dall’assessore al Welfare, Giulio Gallera, i decessi sono stati 319. Il numero totale dei morti per Covid-19 nella regione è salito quindi a 1.959. “I numeri sono quelli di una continua battaglia, ma crescono quasi tutti in maniera inferiore rispetto a ieri”, ha evidenziato Gallera soffermandosi sugli altri dati. I positivi sono 17.713 con 1.493 nuovi casi rispetto a ieri.
Gli ospedalizzati sono 7.285. I contagiati in terapia intensiva sono 924 (45 in più). A lanciare l’allarme il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: “Tutti i giorni faccio questo appello: amici, lo sto dicendo in modo educato ma tra poco bisognerà cambiare il tono, se non lo capite con le buone: non dovete uscire, dovete stare in casa”. Continua dopo la foto

Purtroppo – ha sottolineato il governatore lombardo – i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere saranno alti e tra poco non saremo in grado di dare una risposta a chi si ammala. Vi stiamo chiedendo un sacrificio per salvare le vite umane. Forse non lo avete ancora capito ma ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri. Se si dovesse andare avanti” con comportamenti errati “chiederemo al governo di emanare provvedimenti ancora più rigorosi”. Continua dopo la foto

Fontana ha inoltre lanciato un “appello accorato a tutti i medici e infermieri andati in pensione negli ultimi due anni, a quelli che svolgono la loro attività in strutture private, agli specialisti in rianimazione del pronto soccorso: mettetevi a disposizione del nostro sistema per darci una mano in questi giorni”. Continua dopo la foto

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“Nelle prossime ore bisognerà prendere in considerazione anche la possibilità di un divieto completo all’attività all’aperto”. Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Tg1. Se finora “abbiamo lasciato questa opportunità” dell’attività motoria all’aperto “è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie… Però l’appello generale era di restare a casa. Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto”, ha aggiunto il ministro. “Non vedo l’esigenza straordinaria di rischiare in questa settimana, una delle più critiche a livello di picchi secondo la comunità scientifica”, le parole del ministro a Agorà in mattinata. “Ci sono ancora tantissime persone che sembrano sottovalutare i rischi che il paese sta correndo”.
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