L’emergenza coronavirus desta ancora molte preoccupazioni. Ci si prende del tempo per valutare il procedere della curva dei contagi e nel frattempo prende spazio la possibilità che entro la fine della settimana potrebbero essere 14 le Regioni a rientrare nelle misure ancora più restrittive. Nel frattempo il governo è ancora alle prese per valutare entro il 15 novembre gli effetti del precedente dpcm.
Tante le voci che circolano in merito a un lockdown nazionale, ma questa non risulta affatto una notizia ufficiale. Si tratta solo di un’ipotesi, ma le intenzioni del governo rimangono ancora molto caute: “Al momento non esiste alcuna ipotesi del genere”, questo trapela da alcune fonti democratiche appartenenti al governo. Piuttosto si dovrà comprendere meglio l’andamento della curva dei contagi dall’ ultimo Dpcm tenendo in considerazione il rallentamento dell’indice Rt. (Continua a leggere dopo la foto).

Rimane molto cauta la linea del Premier Conte e in merito a questo la prima valutazione andrà fatta non prima del 15 novembre, quando verrà nuovamente vagliata la possibilità o meno di continuare a debellare il virus attraverso misure differenziate o meno. Ad oggi, circa due terzi del Paese risulterebbero in zona arancione e al contempo il ministro della Salute Roberto Speranza prende ancora tempo per valutare nello specifico la situazione in Campania, in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto. (Continua a leggere dopo la foto).
Al momento resterebbero in zona gialla solo Lazio, Molise, Marche e Sardegna, oltre alla provincia di Trento, posto che “Dal 15 novembre ci potrebbe essere la vera decrescita laddove si verificassero gli effetti benefici degli ultimi Dpcm” si legge in uno di essi. Si ricorda che il 3 novembre gli studiosi avevano infatti evidenziato che i nuovi positivi avrebbero continuato a crescere fino al 6-8 novembre fino a valori compresi tra 37.000 e 44.100, con un valore mediano di circa 41.000 prima di iniziare una lenta discesa. (Continua a leggere dopo le foto).

Un nuovo dpcm, dunque, non è da escludere. E, secondo il Corriere, già nel fine settimana si potrebbe riaprire la discussione con le Regioni e il Comitato tecnico scientifico. Ma sono solo ipotesi che al momento non trovano conferme ufficiali.
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