Coronavirus, Estate 2020: nei mesi che seguiranno tante saranno le modiche che dovremmo apportare al nostro stile di vita. Le abitudini di tutti andranno incontro ad alcuni accorgimenti essenziali che andranno rispettati per evitare che l’Italia torni a essere un Pese a rischio contagio. Regola numero uno sarà senza dubbio evitare che si vadano a creare zone di assembramento. Una stagione estiva diversa, quella che ci accingeremo ad affrontare. Vediamo insieme come appariranno le nostre spiagge italiane.
Ormai siamo pronti a ripartire, ma per farlo, è necessario prendere alcune essenziali misure di sicurezza. Ogni ambito della vita quotidiana andrà incontro ad alcuni inevitabili cambiamenti, con il presupposto di ripartire, ma nel modo più giusto. Cambieranno anche le nostre spiagge e il modo di vivere le zone balneari. L’estate 2020 sarà indubbiamente diversa. (Continua a leggere dopo la foto).

Maurizio Rustignoli, presidente della Fiba, federazione dei balneari Confesercenti, ha già stimato un calo notevole delle presenze in spiaggia pari a quasi il 40%. Anche Marco Grespigna, dello stabilimento Cala Loca di Varazze, ha già informato che: “Molti non apriranno, perché non ce la fanno economicamente”, così come continua a spiegare che: “Nell’ottobre del 2018, il mio stabilimento fu spazzato dalla mareggiata. Erano previsti fondi urgenti, mai visto un euro. Perciò non sono fiducioso del Cura Italia”. (Continua a leggere dopo la foto).
Si apprende, inoltre, di un documento già firmato dall’associazione Unionmare Veneto, che prevede nello specifico ben 18 regole da rispettare. Di queste ci informa il presidente Alessandro Berton: “Ombrelloni a distanza di 4 metri e prenotazioni obbligatorie online. Aspettiamo solo il via libera del governo. Andiamo in spiaggia anche più tardi ma andiamoci, qui si tratta di proteggere 25 mila posti di lavoro”. Molte vacanze, nell’incertezza, subiranno un calo delle prenotazioni se non una totale cancellazione. Si pensa già a un numero chiuso di accesso alle spiagge con tanto di prenotazione obbligatoria, o ancora accessi scaglionati, come è già stato detto sulla spiaggia da Ostia a Torvajanica. No all’apertura e alla fruizione dei campi sportivi e delle aree per lasciare giocare i bambini. (Continua a leggere dopo la foto).

Lo spiega Gino di Sabaudia: “Noi chiuderemo i nostri tre campi di beach volley e tennis. Forse potremo ancora fare la scuola di surf”. Si aggiungono le dichiarazioni di Rustignoli: “Non possiamo certo fare controlli di polizia né usare droni. La spiaggia deve essere un luogo di divertimento, ci si affiderà al senso di responsabilità delle persone”. Ma anche altre proposte, come quelle di Saporetti: “Quattro metri tra un ombrellone e l’altro, cinque tra una fila e l’altra”. Rimane certo che anche lettini e sdraio andranno incontro a una costante sanificazione, e termoscanner e disinfettanti saranno presenze a cui dovremmo abituarci.
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